Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi dell'art.   10,   commi  2  e  3,  del  testo  unico  delle disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate  o  alle  quali  e'  operato  il rinvio. Restano invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Per  le  direttive  CEE  vengono forniti gli estremi di      pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita' europee (GUCE).
 

 

NOTE

ARTICOLO 2;  ARTICOLO 5ARTICOLO 7; ARTICOLO 8;  ARTICOLO 9ARTICOLO 10;  ARTICOLO11; ARTICOLO 12; ARTICOLO 14; ARTICOLO 17;  ARTICOLO 18;  ARTICOLO 20ARTICOLO 21;  ARTICOLO 22 ARTICOLO 23ARTICOLO 24;  ARTICOLO 25;  ARTICOLO 27;   ARTICOLO 28

 

Note all'art. 2:
              - L'art.   1,  n.  2),  della  direttiva  98/34/CE  del
          Parlamento  Europeo  e  del  Consiglio  del  22 giugno 1998
          (pubblicata   nella   Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita'
          Europee n. L 204 del 21 luglio 1998), come modificata dalla
          direttiva  98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
          del  20 luglio  1998  (pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale
          delle  Comunita'  europee  L  217  del  5 agosto 1998), che
          prevede  una  procedura  d'informazione  nel  settore delle
          norme e delle regolamentazioni tecniche, e' il seguente:
              «Articolo  1.  -  Ai  sensi della presente direttiva si
          intende per:
                1) (omissis);
                2)  «servizio»:  qualsiasi  servizio  della  societa'
          dell'informazione,  vale a dire qualsiasi servizio prestato
          normalmente   dietro  retribuzione,  a  distanza,  per  via
          elettronica e a richiesta individuale di un destinatario di
          servizi.
              Ai fini della presente definizione si intende:
                «a  distanza»:  un servizio fornito senza la presenza
          simultanea delle parti;
                «per    via   elettronica»:   un   servizio   inviato
          all'origine e ricevuto a destinazione mediante attrezzature
          elettroniche   di  trattamento  (compresa  la  compressione
          digitale) e di memorizzazione di dati, e che e' interamente
          trasmesso, inoltrato e ricevuto mediante fili, radio, mezzi
          ottici od altri mezzi elettromagnetici;
                «a   richiesta  individuale  di  un  destinatario  di
          servizi»: un servizio fornito mediante trasmissione di dati
          su richiesta individuale.
              Nell'allegato  V figura un elenco indicativo di servizi
          non contemplati da tale definizione.
              La presente direttiva non si applica:
                ai servizi di radiodiffusione sonora;
                ai  servizi  di  radiodiffusione  televisiva  di  cui
          all'art. 1, lettera a) della direttiva 89/552/CEE;
              (Omissis)».
              -  La  legge 5 ottobre 1991, n. 327, recante: «Ratifica
          ed  esecuzione  della convenzione europea sulla televisione
          transfrontaliera,   con  annesso,  fatta  a  Strasburgo  il
          5 maggio  1989»,  e'  pubblicata  nel Supplemento ordinario
          alla Gazzetta Ufficiale 28 ottobre 1991, n. 253.

 


Note all'art. 5:
              -  Si riporta il testo dell'art. 8 della legge 6 agosto
          1990,    n.   223,   recante:   «Disciplina   del   sistema
          radiotelevisivo   pubblico   e   privato»,  pubblicata  nel
          supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  9 agosto
          1990,  n. 185, come modificato dalla legge qui' pubblicata,
          e' il seguente:
              «Art.  8  (Disposizioni  sulla  pubblicita).  -  1.  La
          pubblicita'  radiofonica e televisiva non deve offendere la
          dignita' della persona, non deve evocare discriminazioni di
          razza, sesso e nazionalita', non deve offendere convinzioni
          religiose  ed  ideali,  non  deve  indurre  a comportamenti
          pregiudizievoli  per  la salute, la sicurezza e l'ambiente,
          non  deve arrecare pregiudizio morale o fisico a minorenni,
          e  ne  e'  vietato  l'inserimento  nei programmi di cartoni
          animati.
              2.  La pubblicita' televisiva e radiofonica deve essere
          riconoscibile  come  tale  ed essere distinta dal resto dei
          programmi   con   mezzi   ottici  o  acustici  di  evidente
          percezione.
              2-bis.  E' fatto divieto alla concessionaria pubblica e
          ai  concessionari  privati  per la radiodiffusione sonora e
          televisiva di trasmettere sigle e messaggi pubblicitari con
          potenza sonora superiore a quella ordinaria dei programmi.
              3.  In  relazione a quanto previsto dalla direttiva del
          Consiglio   delle  Comunita'  europee  del  3 ottobre  1989
          (89/552/CEE) l'inserimento di messaggi pubblicitari durante
          la   trasmissione   di  opere  teatrali,  cinematografiche,
          liriche   e   musicali   e   consentito   negli  intervalli
          abitualmente    effettuati    nelle    sale    teatrali   e
          cinematografiche.   Per  le  opere  di  durata  programmata
          superiore   a   quarantacinque  minuti  e'  consentita  una
          ulteriore interruzione per ogni atto o tempo. E' consentita
          una   ulteriore   interruzione  se  la  durata  programmata
          dell'opera  supera di almeno venti minuti due o piu' atti o
          tempi di quarantacinque minuti ciascuno.
              4.   Il   Garante,   sentita  un'apposita  commissione,
          composta  da  non  oltre  cinque  membri  e  da  lui stesso
          nominata   tra  personalita'  di  riconosciuta  competenza,
          determina  le  opere  di  alto valore artistico, nonche' le
          trasmissioni  a  carattere  educativo  e  religioso che non
          possono subire interruzioni pubblicitarie.
              5.  E'  vietata la pubblicita' radiofonica e televisiva
          dei  medicinali e delle cure mediche disponibili unicamente
          con  ricetta  medica.  Il  Ministro  delle  poste  e  delle
          telecomunicazioni   emana   con   proprio   decreto   norme
          sull'inserimento  dei  messaggi  pubblicitari in attuazione
          degli  articoli 13,  15  e 16 della direttiva del Consiglio
          delle Comunita' europee del 3 ottobre 1989 (89/552/CEE).
              6.  La  trasmissione  di messaggi pubblicitari da parte
          della  concessionaria  pubblica  non puo' eccedere il 4 per
          cento  dell'orario  settimanale  di programmazione ed il 12
          per cento di ogni ora; un'eventuale eccedenza, comunque non
          superiore  al  2 per cento nel corso di un'ora, deve essere
          recuperata nell'ora antecedente o successiva
              7.  La  trasmissione di spot pubblicitari televisivi da
          parte  dei  concessionari  privati  per  la radiodiffusione
          televisiva  in ambito nazionale non puo' eccedere il 15 per
          cento  dell'orario  giornaliero  di programmazione ed il 18
          per  cento  di  ogni ora; una eventuale eccedenza, comunque
          non  superiore  al  2  per  cento nel corso di un'ora, deve
          essere  recuperata  nell'ora  antecedente  o successiva. Un
          identico  limite  e'  fissato  per  i concessionari privati
          autorizzati,  ai  sensi  dell'art.  21,  a  trasmettere  in
          contemporanea  su  almeno  dodici  bacini  di  utenza,  con
          riferimento al tempo di programmazione in contemporanea.
              8. La trasmissione di messaggi pubblicitari radiofonici
          da  parte  dei  concessionari privati non puo' eccedere per
          ogni  ora  di  programmazione,  rispettivamente,  il 18 per
          cento per la radiodiffusione sonora in ambito nazionale, il
          25  per  cento  per  la  radiodiffusione  sonora  in ambito
          locale,  il  10  per  cento  per  la radiodiffusione sonora
          nazionale  o  locale da parte di concessionaria a carattere
          comunitario.    Un'eventuale    eccedenza    di    messaggi
          pubblicitari,  comunque  non  superiore  al 2 per cento nel
          corso   di   un'ora,   deve   essere   recuperata  nell'ora
          antecedente o in quella successiva.
              9.  La trasmissione di messaggi pubblicitari televisivi
          da  parte  dei concessionari privati per la radiodiffusione
          televisiva  in  ambito  locale  non puo' eccedere il 25 per
          cento  di  ogni  ora di programmazione e il 15 per cento di
          ogni  ora  e di ogni giorno di programmazione. Un'eventuale
          eccedenza,  comunque  non supenore al 2 per cento nel corso
          di  un  ora,  deve essere recuperata nell'ora antecedente o
          successiva.
              9-bis.  Il  tempo  massimo  di  trasmissione quotidiana
          dedicato   alla  pubblicita'  da  parte  dei  concessionari
          privati   per   la  radiodiffusione  televisiva  in  ambito
          nazionale  e' portato al 20 per cento se comprende forme di
          pubblicita' diverse dagli spot pubblicitari come le offerte
          fatte  direttamente  al  pubblico  ai  fini  della vendita,
          dell'acquisto  o  del  noleggio  di  prodotti  oppure della
          fornitura   di   servizi,   fermi   restando  i  limiti  di
          affollamento giornaliero e orario di cui al comma 7 per gli
          spot pubblicitari. Per i medesimi concessionari il tempo di
          trasmissione  dedicato  a tali forme di pubblicita' diverse
          dagli spot pubblicitari non deve comunque superare un'ora e
          12 minuti al giorno.
              9-ter.  Per  quanto  riguarda  i  concessionari  per la
          radiodiffusione  televisiva  in  ambito  locale,  il  tempo
          massimo    di   trasmissione   quotidiana   dedicato   alla
          pubblicita',  qualora  siano  comprese  le  altre  forme di
          pubblicita'  di  cui  al comma 9-bis, come le offerte fatte
          direttamente  al pubblico, e' portato al 40 per cento fermo
          restando il limite di affollamento orario e giornaliero per
          gli spot di cui al comma 9.
              9-quater.    Ai    concessionari    privati    per   la
          radiodiffusione  televisiva  in ambito locale gli indici di
          cui  al  comma 9-ter si applicano a partire dal 31 dicembre
          1993.
              10. La pubblicita' locale e' riservata ai concessionari
          privati per la radiodiffusione in ambito locale: pertanto i
          concessionari  privati  per  la  radiodiffusione  sonora  e
          televisiva in ambito nazionale e la concessionaria pubblica
          devono        trasmettere       messaggi       pubblicitari
          contemporaneamente,  e con l'identico contenuto, su tutti i
          bacini   serviti.   I  concessionari  privati  che  abbiano
          ottenuto  la  autorizzazione  di  cui  all'art. 21, possono
          trasmettere,  oltre alla pubblicita' nazionale, pubblicita'
          locale   diversificata  per  ciascuna  zona  oggetto  della
          autorizzazione,        interrompendo        temporaneamente
          l'interconnessione.
              11.  Sono  nulle e si hanno per non apposte le clausole
          dei contratti di pubblicita' che impongono ai concessionari
          privati  di  trasmettere  programmi  diversi  o  aggiuntivi
          rispetto ai messaggi pubblicitari.
              12.  Ai sensi della presente legge per sponsorizzazione
          si   intende  ogni  contributo  di  un'impresa  pubblica  o
          privata,   non   impegnata   in   attivita'   televisive  o
          radiofoniche   o  di  produzione  di  opere  audiovisive  o
          radiofoniche,  al finanziamento di programmi, allo scopo di
          promuovere il suo nome, il suo marchio, la sua immagine, le
          sue attivita' o i suoi prodotti.
              13.  I  programmi  sponsorizzati  devono  rispondere ai
          seguenti criteri:
                a) il   contenuto   e   la   programmazione   di  una
          trasmissione  sponsorizzata  non  possono  in  nessun  caso
          essere  influenzati dallo sponsor in maniera tale da ledere
          la    responsabilita'    e   l'autonomia   editoriale   dei
          concessionari  privati  o della concessionaria pubblica nei
          confronti delle trasmissioni;
                b) devono   essere   chiaramente  riconoscibili  come
          programmi  sponsorizzati  e  indicare il nome o il logotipo
          dello sponsor all'inizio o alla fine del programma;
                b-bis)   non   devono  stimolare  all'acquisto  o  al
          noleggio  dei  prodotti  o  servizi  dello  sponsor o di un
          terzo,   specialmente   facendo  riferimenti  specifici  di
          carattere promozionale a detti prodotti o servizi.
              14.  I  programmi  non  possono essere sponsorizzati da
          persone  fisiche  o  giuridiche la cui attivita' principale
          consista  nella  fabbricazione  o vendita di sigarette o di
          altri  prodotti  del tabacco, nella fabbricazione o vendita
          di   superalcolici,   nella   fabbricazione  o  vendita  di
          medicinali   ovvero   nella  prestazione  di  cure  mediche
          disponibili unicamente con ricetta medica.
              15.  Il Garante, entro centottanta giorni dalla data di
          entrata in vigore della presente legge, propone al Ministro
          delle  poste e delle telecomunicazioni, che provvede, entro
          novanta   giorni,   con   decreto,   una  piu'  dettagliata
          regolamentazione in materia di sponsorizzazioni, sia per la
          concessionaria pubblica sia per i concessionari privati.
              16.  Entro  il  30 giugno di ciascun anno il Presidente
          del  Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle
          poste   e  delle  telecomunicazioni,  di  concerto  con  il
          Ministro  delle partecipazioni statali e sentiti il Garante
          ed  il Consiglio dei ministri, stabilisce il limite massimo
          degli  introiti  pubblicitari  quale  fonte  accessoria  di
          proventi  che  la concessionaria pubblica potra' conseguire
          nell'anno successivo. Tale limite viene fissato applicando,
          a  quello  stabilito  per  l'anno precedente, la variazione
          percentuale   prevista   per   il   gettito   pubblicitario
          radiotelevisivo   per  l'anno  in  corso.  Ove  il  gettito
          pubblicitario  previsto si discosti da quello effettivo, il
          limite  massimo  degli  introiti  pubblicitari  per  l'anno
          successivo  terra'  conto  dell'aumento o della diminuzione
          verificatisi.
              17. Le disposizioni di cui ai commi 6 e 16 del presente
          articolo  e  la normativa di cui alla legge 14 aprile 1975,
          n.  103, art. 15, hanno validita' fino al 31 dicembre 1992.
          In  tempo utile il Garante propone, nella relazione annuale
          di  cui  al  comma  13 dell'art. 6, in relazione alle nuove
          dimensioni   comunitarie   e   all'andamento   del  mercato
          pubblicitario,  le  necessarie  ed  opportune modificazioni
          alla   suddetta   normativa.   Il   Governo  provvede  alle
          conseguenti iniziative legislative.
              18.  L'articolo 21,  legge  14  aprile 1975, n. 103, e'
          abrogato».
 

Note all'art. 7:
              - Per l'art. 8, comma 9-ter, della legge 6 agosto 1990,
          n. 223, si vedano note all'articolo 5.
              -  L'articolo 17,  comma 3, della legge 23 agosto 1988,
          n.  400,  recante:  «Disciplina dell'attivita' di Governo e
          ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei Ministri.»,
          pubblicata   nel   supplemento   ordinario   alla  Gazzetta
          Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, e' il seguente:
                «3.  Con decreto ministeriale possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I   regolamenti   ministeriali  ed  interininisteriali  non
          possono  dettare  norme  contrarie a quelle dei regolamenti
          emanati  da!  Governo.  Essi  debbono  essere comunicati al
          Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  prima della loro
          emanazione».
              -  L'articolo  3 del «Codice di autoregolamentazione in
          materia  di  televendite  e  spot  di televendita di beni e
          servizi  di  astrologia  di cartomanzia ed assimilabili, di
          servizi  relativi  ai  pronostici  concernenti il gioco del
          lotto, enalotto, superenalotto, totocalcio, totogol, totip,
          lotterie e giochi similari», e' il seguente:
              «Art.  3  (Comitato  di  controllo). - 1. Il rispetto e
          l'applicazione  del presente Codice di Autoregolamentazione
          sono  affidati ad un Comitato di controllo di dodici membri
          nominati dal Ministro delle comunicazioni di cui sei membri
          quali  espressione  dell'emittenza  televisiva,  sulla base
          delle     indicazioni    formulate    dalle    associazioni
          dell'emittenza   televisiva   privata  locale  e  nazionale
          presenti   nella  Commissione  per  l'assetto  del  sistema
          radiotelevisivo e che hanno sottoscritto il presente Codice
          e  dalla  concessionaria  del servizio pubblico, nonche' da
          sei  membri,  tra  cui  il Presidente della Commissione per
          l'assetto  del  sistema  radiotelevisivo, quali espressioni
          del  Ministero  delle  comunicazioni, dell'Autorita' per le
          garanzie nelle comunicazioni, del Consiglio nazionale degli
          utenti  e dei Corecom/Corerat, sulla base delle indicazioni
          dei  singoli  organismi.  Il  Presidente  del  Comitato  e'
          nominato   tra   i   rappresentanti   del  Ministero  delle
          comunicazioni. Il Comitato dura in carica due anni.
              2. Il Comitato di controllo ha sede presso il Ministero
          delle comunicazioni. Il Comitato puo' operare in sezioni di
          almeno  quattro  membri ciascuna scelti in numero paritario
          tra  i rappresentanti dell'emittenza e delle Istituzioni. I
          membri   di  ciascuna  sezione  nominano  tra  di  loro  un
          vicepresidente.  Il  Comitato  si  avvale di una segreteria
          tecnica istituita a cura del Ministero delle comunicazioni.
          Il    Comitato   puo'   richiedere   al   Ministero   delle
          comunicazioni   le   dotazioni   degli   strumenti  tecnici
          necessari   per   il  raggiungimento  delle  finalita'  del
          presente codice di autoregolamentazione.
              3.   Il  Comitato  di  controllo  vigila  sul  corretto
          rispetto  del  presente  Codice  di  autoregolamentazione a
          seguito di segnalazioni che provengano allo stesso da parte
          di  cittadini,  associazioni  od  imprese. E' consentita la
          partecipazione  al  procedimento  aperto  dal  Comitato  di
          controllo dei soggetti che hanno segnalato l'infrazione. In
          ogni  caso,  questi  saranno informati del suo esito a cura
          dello stesso Comitato.
              4.  Ove riscontri una violazione ai principi del Codice
          di   autoregolamentazione,  il  Comitato  di  controllo  la
          segnala  all'Azienda  interessata, invitandola a presentare
          eventuali  controdeduzioni  entro  quindici  giorni. Per la
          valutazione  della documentazione prodotta il Comitato puo'
          avvalersi dell'opera di esperti. Nei casi di urgenza ovvero
          di  palese  e  grave violazione delle regole del codice, il
          Comitato  puo'  adottare provvedimenti d'urgenza provvisori
          nella  forma dell'ammonizione o dell'invito a sospendere le
          trasmissioni fino all'esito del procedimento.
              5.  Il Comitato valuta la questione nella sua interezza
          (responsabilita',   gravita'  del  danno,  modalita'  della
          violazione)  ed  emette  una motivata e pubblica decisione.
          Nelle sezioni del Comitato le decisioni devono essere prese
          all'unanimita';   in  caso  contrario  la  decisione  viene
          demandata  al Comitato in seduta plenaria, che delibera con
          il voto della maggioranza dei membri presenti.
              6.  Quando la decisione stabilisce che la pubblicita' o
          la  televendita  esaminata  non  e' conforme alle norme del
          presente  Codice  di  autoregolamentazione,  il Comitato di
          controllo  dispone  che  la  parte  o  le parti interessate
          desistano  dalla  trasmissione  della  stessa,  nei termini
          indicati dalla medesima decisione. Il Comitato di controllo
          deposita la decisione presso la Segreteria che ne trasmette
          copia   alle   parti   interessate,   entro   dieci  giorni
          dall'adozione della decisione stessa.
              7. Nei casi piu' gravi ovvero di ripetute violazioni il
          Comitato   puo'   imporre   all'Azienda   inadempiente   di
          comunicare le decisioni ai propri utenti.
              8. Il Comitato redige un rapporto annuale, destinato al
          Ministro  delle comunicazioni, sulla attivita' di vigilanza
          svolta,      sull'applicazione      del      codice      di
          autoregolamentazione,  sui  risultati  conseguiti e sul suo
          impatto  sulle  pubbliche  amministrazioni, sui cittadini e
          sulle imprese».
              - Il testo integrale del Codice autoregolamentazione in
          materia  di  televendite  e  spot  di televendita di beni e
          servizi  di  astrologia, di cartomanzia ed assimilabili, di
          servizi  relativi  ai  pronostici  concernenti il gioco del
          lotto, enalotto, superenalotto, totocalcio, totogol, totip,
          lotterie   e  giochi  similari  e'  consultabile  sul  sito
          www.comunicazioni.it
              -  La direttiva 89/552/CEE del Consiglio, del 3 ottobre
          1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni
          legislative,  regolamentari  e  amministrative  degli Stati
          membri  concernenti l'esercizio delle attivita' televisive,
          e'  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle Comunita'
          europee n. L 298 del 17 ottobre 1989.
              -  La  direttiva  97/36/CE del Parlamento europeo e del
          Consiglio  del  30 giugno  1997  che  modifica la direttiva
          89/552/CEE  e'  pubblicata  nella  Gazzetta Ufficiale delle
          Comunita' europee n. L 202 del 30 luglio 1997.
              -  Il testo vigente dell'art. 1, della legge 5 febbraio
          1992,  n.  175,  recante:  «Norme in materia di pubblicita'
          sanitaria  e  di  repressione  dell'esercizio abusivo delle
          professioni    sanitarie»,   pubblicata   nel   supplemento
          ordinario  alla Gazzetta Ufficiale 29 febbraio 1992, n. 50,
          gia'  modificato  dall'art. 3 della legge 26 febbraio 1999,
          n.  42,  e  dall'art.  12,  comma 1, della legge 14 ottobre
          1999,  n.  362,  come  ulteriormente modificato dalla legge
          qui' pubblicata, e' il seguente:
              «Art.  1.  La pubblicita' concernente l'esercizio delle
          professioni   sanitarie   e   delle  professioni  sanitarie
          ausiliarie  previste e regolamentate dalle leggi vigenti e'
          consentita  soltanto  mediante targhe apposte sull'edificio
          in   cui   si  svolge  l'attivita'  professionale,  nonche'
          mediante inserzioni sugli elenchi telefonici, sugli elenchi
          generali  di  categoria  e  attraverso  periodici destinati
          esclusivamente  agli  esercenti  le  professioni sanitarie,
          attraverso  giornali quotidiani e periodici di informazione
          e le emittenti radiotelevisive locali.
              2.  Le targhe e le inserzioni di cui al comma 1 possono
          contenere solo le seguenti indicazioni:
                a) nome,  cognome,  indirizzo,  numero  telefonico ed
          eventuale recapito del professionista e orario delle visite
          o di apertura al pubblico;
                b) titoli  di  studio,  titoli  accademici, titoli di
          specializzazione  e  di  carriera,  senza abbreviazione che
          possano indurre in equivoco;
                c) onorificenze concesse o riconosciute dallo Stato.
              3.  L'uso  della qualifica di specialista e' consentito
          soltanto  a  coloro  che  abbiano  conseguito  il  relativo
          diploma  ai  sensi della normativa vigente. E vietato l'uso
          di  titoli,  compresi quelli di specializzazione conseguiti
          all'estero, se non riconosciuti dallo Stato.
              4.  Il  medico non specialista puo' fare menzione della
          particolare  disciplina  specialistica  che  esercita,  con
          espressioni  che  ripetano la denominazione ufficiale della
          specialita'  e  che  non  inducano in errore o equivoco sul
          possesso  del  titolo  di  specializzazione,  quando  abbia
          svolto  attivita'  professionale  nella disciplina medesima
          per  un periodo almeno pari alla durata legale del relativo
          corso  universitario  di  specializzazione presso strutture
          sanitarie  o  istituzioni  private  a  cui  si applicano le
          norme,  in  tema  di  autorizzazione  e  vigilanza,  di cui
          all'art.   43   della   legge  23 dicembre  1978,  n.  833.
          L'attivita' svolta e la sua durata devono essere comprovate
          mediante  attestato  rilasciato  dal responsabile sanitario
          della  struttura  o istituzione. Copia di tale attestato va
          depositata presso l'ordine provinciale dei medici-chirurghi
          e  odontoiatri.  Tale  attestato non puo' costituire titolo
          alcuno ai fini concorsuali e di graduatoria.
              5.  Le  disposizioni del presente articolo si applicano
          anche  alle associazioni fra sanitari e alle iscrizioni sui
          fogli  di  ricettario dei medici-chirurghi, dei laureati in
          odontoiatria  e  protesi  dentaria e dei veterinari e sulle
          carte   professionali   usate   dagli  esercenti  le  altre
          professioni di cui al comma 1».
              -  L'art.  4  della legge 5 febbraio 1992, n. 175, come
          modificato della legge qui pubblicata, e' il seguente:
              «Art.  4.  -  1.  La pubblicita' concernente le case di
          cura   private   e   i   gabinetti   e  ambulatori  mono  o
          polispecialistici  soggetti alle autorizzazioni di legge e'
          consentita  mediante targhe o insegne apposte sull'edificio
          in  cui  si  svolge  l'attivita'  professionale nonche' con
          inserzioni   sugli   elenchi  telefonici  e  sugli  elenchi
          generali   di  categoria,  attraverso  periodici  destinati
          esclusivamente  agli  esercenti  le  professioni sanitarie,
          attraverso  giornali quotidiani e periodici di informazione
          e  le  emittenti  radiotelevisive  locali  con  facolta' di
          indicare  le  specifiche  attivita' medico-chirurgiche e le
          prescrizioni  diagnostiche  e  terapeutiche  effettivamente
          svolte,  purche'  accompagnate  dalla indicazione del nome,
          cognome e titoli professionali dei responsabili di ciascuna
          branca specialistica.
              2. E' in ogni caso obbligatoria l'indicazione del nome,
          cognome  e  titoli  professionali  del  medico responsabile
          della direzione sanitaria.
              3.  Ai responsabili di ciascuna branca specialistica di
          cui  al  comma  1,  nonche'  al  medico  responsabile della
          direzione  sanitaria  di  cui  al  comma 2, si applicano le
          disposizioni di cui al comma 3 dell'art. 1».
              - L'art. 6, del decreto del Presidente della Repubblica
          26 ottobre  2002, n. 430, recante: «Regolamento concernente
          la revisione organica della disciplina dei concorsi e delle
          operazioni  a premio, nonche' delle manifestazioni di sorte
          locali,  ai  sensi  dell'art.  19,  comma  4,  della  Legge
          27 dicembre   1997,   n.  449,  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale  13 dicembre  2001, n. 289, come modificato dalla
          legge qui pubblicata e' il seguente:
              «Art. 6. Esclusioni. - 1. Non si considerano concorsi e
          operazioni a premio:
                a) i  concorsi  indetti  per  la  produzione di opere
          letterarie,  artistiche  o  scientifiche,  nonche'  per  la
          presentazione  di progetti o studi in (ambito commerciale o
          industriale,   nei   quali   il   conferimento  del  premio
          all'autore    dell'opera    prescelta   ha   carattere   di
          corrispettivo  di  prestazione  d'opera  o  rappresenta  il
          riconoscimento   del   merito   personale   o   un   titolo
          d'incoraggiamento nell'interesse della collettivita'
                b) le   manifestazioni   nelle   quali   e'  prevista
          l'assegnazione    di    premi   da   parte   di   emittenti
          radiotelevisive  a  spettatori  presenti esclusivamente nei
          luoghi ove si svolgono le manifestazioni stesse, sempreche'
          l'iniziativa  non  sia  svolta  per promozionare prodotti o
          Servizi  di  altre imprese; per le eminenti radiofoniche si
          considerano   presenti   alle   manifestazioni   anche  gli
          ascoltatori   che   intervengono   alle  stesse  attraverso
          collegamento   radiofonico,   ovvero   qualsivoglia   altro
          collegamento a distanza.
                c) le  operazioni  a  premio  con  offerta di premi o
          regali  costituiti  da sconti sul prezzo dei prodotti e dei
          servizi  dello  stesso  genere  di  quelli  acquistati o da
          sconti su un prodotto o servizio di genere diverso rispetto
          a  quello acquistato, a condizione che gli sconti non siano
          offerti   al   fine  di  promozionare  quest'ultimo,  o  da
          quantita' aggiuntive di prodotti dello stesso genere;
                d) le   manifestazioni   nelle  quali  i  premi  sono
          costituiti  da  oggetti  di  minimo  valore,  sempreche' la
          corresponsione  di  essi  non  dipenda  in alcun modo dalla
          natura  o  dall'entita' delle vendite alle quali le offerte
          stesse sono collegate;
                e) le   manifestazioni   nelle  quali  i  premi  sono
          destinati  a  favore  di  enti  od istituzioni di carattere
          pubblico  o  che  abbiano finalita' eminentemente sociali o
          benefiche».
              -  La  legge 24 novembre 1981, n. 689, reca: «Modifiche
          al sistema penale», e' pubblicata nel supplemento ordinario
          alla  Gazzetta  Ufficiale  30  novembre  1981,  n.  329, si
          riporta  il  titolo  delle  sezioni  I  e II del Capo I (Le
          sanzioni amministrative):
                «Sezione I - Principi generali
                Sezione II - Applicazione».
              -  L'art.  11  della  legge  25 febbraio  1987,  n. 67,
          recante.  «Rinnovo  della  legge  5 agosto  1981,  n.  416,
          concemente.    «Disciplina   delle   imprese   editrici   e
          provvidenze  per  l'editoria»,  pubblicata  nel Supplemento
          Ordinario   alla  Gazzetta  9 marzo  1987,  n.  56,  e'  il
          seguente:
              «Art.   11.  (Contributi  ad  imprese  radiofoniche  di
          informazione) - 1. Le imprese di radiodiffusione sonora che
          abbiano  registrato  la  testata  radiofonica giornalistica
          trasmessa  presso il competente tribunale e che trasmettano
          quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti
          politici,   religiosi,   economici,  sociali,  sindacali  o
          letterari,  per  non  meno  del  25  per cento delle ore di
          trasmissione  comprese  tra  le  ore  7  e le ore 20, hanno
          diritto a decorrere dal 1° gennaio 1991:
                a) alle  riduzioni  tariffarie  di  cui  all'art. 28,
          Legge  5 agosto  1981,  n. 416, e successive modificazioni,
          applicate  con  le  stesse  modalita'  anche  ai consumi di
          energia  elettrica,  ai canoni di noleggio e di abbonamento
          ai  servizi  di  telecomunicazione  di  qualsiasi tipo, ivi
          compresi i sistemi via satellite;
                b) al  rimborso  dell'80  per  cento  delle spese per
          l'abbonamento  ai  servizi di tre agenzie di informazione a
          diffusione nazionale o regionale.
              2.  Alle  imprese  radiofoniche  che  risultino  essere
          organi  di partiti politici rappresentati in almeno un ramo
          del Parlamento, le quali:
                a) abbiano   registrato   la   testata  giornalistica
          trasmessa presso il competente tribunale;
                b) trasmettano   quotidianamente   propri   programmi
          informativi  su avvenimenti politici, religiosi, economici,
          sociali,  sindacali  o  letterari  per  non meno del 30 per
          cento  delle ore di trasmissione comprese tra le ore 7 e le
          ore 20;
                c) non  siano  editori  o controllino, direttamente o
          indirettamente,  organi  di  informazione di cui al comma 6
          dell'art. 9.
              viene  corrisposto  a  cura  del Servizio dell'Editoria
          della  Presidenza  del  Consiglio,  ai  sensi  della  legge
          5 agosto  1981,  n.  416,  per  il quinquennio 1986-1990 un
          contributo annuo fisso pari al 70 per cento della media dei
          costi  risultanti  dai  bilanci  degli  ultimi due esercizi
          avendo  riferimento per la prima applicazione agli esercizi
          1985  e  1986,  inclusi  gli  ammortamenti,  e comunque non
          superiore a due miliardi.
              3.  Le  imprese  di  cui  al  precedente comma 2, hanno
          diritto  alle riduzioni tariffarie di cui all'art. 28 della
          Legge  5  agosto  1981,  n.  416,  applicate  con le stesse
          modalita'  anche  ai  consumi di energia elettrica, nonche'
          alle agevolazioni di credito di cui al successivo art. 20 e
          al  rimborso  previsto  dalla  lettera  b)  del comma 1 del
          presente articolo.
              4.   Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
          ministri  di  concerto  con il Ministro delle poste e delle
          telecomunicazioni, da emanarsi entro 90 giorni dall'entrata
          in  vigore  della  presente  legge,  saranno disciplinati i
          metodi  e  le procedure per l'accertamento del possesso dei
          requisiti per l'accesso alle provvidenze di cui al presente
          articolo,  nonche'  per  la  verifica  periodica della loro
          persistenza.»
              -  Gli  articoli 4  ed  8 della legge 7 agosto 1990, n.
          250,  recante: «Provvidenze per l'editoria e riapertura dei
          termini,  a  favore  delle  imprese  radiofoniche,  per  la
          dichiarazione  di  rinuncia  agli  utili di cui all'art. 9,
          comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67, per l'accesso
          ai  benefici  di  cui  all'art.  11  della  legge  stessa»,
          pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale.  27 agosto 1990, n.
          199, sono i seguenti:
              «Art.  4.  -  1. A decorrere dal 1° gennaio 1991, viene
          corrisposto,  a  cura  del Dipartimento dell'informazione e
          dell'editoria  della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
          un  contributo  annuo  pari al 70 per cento della media dei
          costi  risultanti  dai  bilanci  degli ultimi due esercizi,
          inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a lire 4
          miliardi,  alle  imprese  radiofoniche che risultino essere
          organi  di partiti politici rappresentati in almeno un ramo
          del Parlamento e che:
                a) abbiano   registrato   la   testata  giornalistica
          trasmessa presso il competente tribunale;
                b) trasmettano   quotidianamente   propri   programmi
          informativi  su avvenimenti politici, religiosi, economici,
          sociali,  sindacali  o  culturali  per  non meno del 50 per
          cento  delle ore di trasmissione comprese tra le ore 7 e le
          ore 20;
                c) non  siano  editori  o controllino, direttamente o
          indirettamente,  organi  di  informazione di cui al comma 6
          dell'art. 9 della legge 25 febbraio 1987, n. 67.
              2.   A   decorrere   dall'anno  1991,  ove  le  entrate
          pubblicitarie  siano inferiori al 25 per cento dei costi di
          esercizio  annuali,  compresi gli ammortamenti, e' concesso
          un  ulteriore  contributo  integrativo pari al 50 per cento
          del  contributo  di  cui  al  comma  1. La somma di tutti i
          contributi  non  puo'  comunque superare l'80 per cento dei
          costi come determinati al medesimo comma 1.
              3.  Le  imprese  di  cui  al comma 1 hanno diritto alle
          riduzioni   tariffarie  di  cui  all'art.  28  della  legge
          5 agosto   1981,   n.   416,  e  successive  modificazioni,
          applicate  con  le  stesse  modalita'  anche  ai consumi di
          energia  elettrica,  ai canoni di noleggio e di abbonamento
          ai  servizi  di  telecomunicazione  di  qualsiasi tipo, ivi
          compresi i sistemi via satellite, nonche' alle agevolazioni
          di credito di cui all'art. 20 della legge 25 febbraio 1987,
          n.  67,  ed al rimborso previsto dalla lettera b) del comma
          1, dell'art. 11 della medesima legge n. 67, del 1987.
              4.  I  metodi  e  le  procedure  per l'accertamento del
          possesso  dei  requisiti  per l'accesso alle provvidenze di
          cui al presente articolo, nonche' per la verifica periodica
          della  loro  persistenza, sono disciplinati dal decreto del
          Presidente del Consiglio dei Ministri 15 settembre 1987, n.
          410,   pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  234  del
          7 ottobre 1987.»
              «Art.  8.  -  1. Le imprese di radiodiffusione sonora a
          carattere   locale   che   abbiano  registrato  la  testata
          radiofonica  giornalistica  trasmessa  presso il competente
          tribunale,  trasmettano  quotidianamente  propri  programmi
          informativi  su avvenimenti politici, religiosi, economici,
          sociali,  sindacali  o  letterari,  per non meno del 15 per
          cento  delle ore di trasmissione comprese tra le ore 7 e le
          ore 20, hanno diritto a decorrere dal 1° gennaio 1991:
                a) alle riduzioni tariffarie di cui all'art. 28 della
          legge  5 agosto  1981,  n. 416, e successive modificazioni,
          applicate  con  le  stesse  modalita'  anche  ai consumi di
          energia elettrica;
                b) al  rimborso  dell'80  per  cento  delle spese per
          l'abbonamento  ai  servizi di due agenzie di informazione a
          diffusione nazionale o regionale.»
              -  L'art.  7  del decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323,
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 agosto 1993, n. 202,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993,
          n.  422,  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale 27 ottobre
          1993,  n.  253,  recante: «Provvedimenti urgenti in materia
          radiotelevisiva», e' il seguente:
              «Art.  7.  -  1.  Il  comma  3 dell'art. 23 della legge
          6 agosto 1990, n. 223, e' sostituito dal seguente:
                «3.   Ai   concessionari   per   la   radiodiffusione
          televisiva in ambito locale, ovvero ai soggetti autorizzati
          per  la  radiodiffiisione televisiva locale di cui all'art.
          32,  che abbiano registrato la testata televisiva presso il
          competente  tribunale  e  che  trasmettano quotidianamente,
          nelle  ore  comprese  tra  le  07,00  e le 23,00 per almeno
          un'ora,  programmi  informativi autoprodotti su avvenimenti
          politici,   religiosi,   economici,  sociali,  sindacali  o
          culturali,  si  applicano  i  benefici  di  cui  al comma 1
          dell'art.  11  della  legge  25 febbraio 1987, n. 67, cosi'
          come  modificato  dall'art. 7 della legge 7 agosto 1990, n.
          250,  nonche' quelli di cui agli articoli 28, 29 e 30 della
          legge  5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni ed
          integrazioni.».
              2.  All'art. 11, comma 1, della legge 25 febbraio 1987,
          n.  67,  come  sostituito  dall'art. 7 della legge 7 agosto
          1990,  n.  250,  le  parole:  «tribunale, che effettuino da
          almeno tre anni servizi inforinativi» sono sostituite dalle
          seguenti:
                «tribunale e».
              3.  All'art.  8, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n.
          250,  sono  soppresse  le  parole:  «pubblichino notizie da
          almeno tre anni».
              -  L'art.  1  del Regolamento concernente la promozione
          della  distribuzione e della produzione di opere europee di
          cui alla deliberazione dell'Autorita' per le garanzie nelle
          comunicazioni  16 marzo  1999,  n. 9/1999, pubblicata nella
          Gazzetta  Ufficiale  n.  119  del  24 maggio  1999,  e'  il
          seguente:
              «Art.   1   (Definizioni)   -   Ai  fini  del  presente
          regolamento s'intendono per:
                a) «opere europee», le opere originarie:
                  1. di Stati membri dell'Unione europea o
                  2.  di  Stati  terzi  europei che siano parti della
          convenzione  europea sulla televisione transfrontaliera del
          consiglio d'Europa, purche':
                    I.  realizzate da uno o piu' produttori stabiliti
          in uno o piu' di questi Stati o
                    II. prodotte sotto la supervisione e il controllo
          effettivo  di uno o piu' produttori stabiliti in uno o piu'
          di questi Stati o
                    III. il contributo dei coproduttori di tali Stati
          sia prevalente nel costo totale della coproduzione e questa
          non  sia  controllata da uno o piu' produttori stabiliti al
          di fuori di tali Stati;
                  3.  di altri Stati terzi europei, realizzate in via
          esclusiva,  o  in  coproduzione con produttori stabiliti in
          uno  o  piu' Stati membri, da produttori stabiliti in uno o
          piu'  Stati  terzi  europei  con i quali la Comunita' abbia
          concluso  accordi  nel  settore  dell'audiovisivo,  qualora
          queste   opere   siano   realizzate   con   il   contributo
          preponderante  di  autori  o  lavoratori residenti in uno o
          piu' Paesi europei.
              L'applicazione delle disposizioni di cui ai punti 2 e 3
          e'  subordinata  alla condizione che opere originarie degli
          Stati membri non siano soggette a misure discriminatorie in
          tali Paesi terzi.
                b) «emittenti»,  le  persone fisiche o giuridiche che
          hanno  la responsabilita' editoriale nella composizione dei
          palinsesti dei programmi televisivi destinati al pubblico e
          che li trasmettono o li fanno trasmettere da terzi via cavo
          o  via  etere, nonche' via satellite, in forma codificata e
          non codificata;
                c) «canale tematico», canale che dedica almeno il 70%
          della programmazione ad un tema specifico.
                d) «Autorita»,  l'Autorita'  per  le  garanzie  nelle
          comunicazioni;
                e) «Legge», la legge 30 aprile 1998, n. 122.».
              -  Per  l'art.  8 della legge 6 agosto 1990, n. 223, si
          vedano le note all'art. 5.
              - L'art. 3 della legge 31 luglio 1997, n. 249, recante:
          «Istituzione   dell'Autorita'   per   le   garanzie   nelle
          comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e
          radiotelevisivo», pubblicata nel supplemento ordinario alla
          Gazzetta  Ufficiale 31 luglio 1997, n. 177, come modificato
          dalla legge qui pubblicata, e' il seguente:
              «Art.  3  (Norme  sull'emittenza  televisiva)  -  1.  E
          consentita ai soggetti legittimamente operanti alla data di
          entrata  in  vigore  della  presente  legge la prosecuzione
          dell'esercizio della radiodiffusione sonora e televisiva in
          chiaro  in ambito nazionale e locale fino al rilascio delle
          nuove  concessioni ovvero fino alla reiezione della domanda
          e comunque non oltre il 30 aprile 1998.
              2.   L'Autorita'   approva   il   piano   nazionale  di
          assegnazione  delle  frequenze  di cui all'art. 2, comma 6,
          entro  e non oltre il 31 gennaio 1998. Sulla base del piano
          nazionale  di assegnazione delle frequenze sono rilasciate,
          entro  e  non oltre il 30 aprile 1998, le nuove concessioni
          radiotelevisive  private.  Tali  concessioni, che hanno una
          durata di sei anni, possono essere rilasciate, nel rispetto
          delle   condizioni  definite  in  un  regolamento  adottato
          dall'Autorita'  tenendo  conto anche dei principi di cui al
          comma  3, a societa' per azioni, in accomandita per azioni,
          a  responsabilita'  limitata  e cooperative. Le societa' di
          cui   al  presente  comma  devono  essere  di  nazionalita'
          italiana   ovvero  di  uno  Stato  appartenente  all'Unione
          europea.  Il  controllo delle societa' da parte di soggetti
          di  cittadinanza  o  nazionalita' di Stati non appartenenti
          all'Unione  europea  e'  consentito a condizione, che detti
          Stati  pratichino  nei confronti dell'Italia un trattamento
          di  effettiva  reciprocita',  fatte  salve  le disposizioni
          derivanti  da  accordi  internazionali.  Gli amministratori
          delle  societa'  richiedenti la concessione non devono aver
          riportato   condanna  irrevocabile  a  pena  detentiva  per
          delitto  non  colposo  superiore  a  sei  mesi e non devono
          essere   stati  sottoposti  a  misura  di  sicurezza  o  di
          prevenzione.      L'Autorita',      limitatamente      alla
          radiodiffusione sonora, e' autorizzata ad una deroga per le
          scadenze  previste  al comma 1 e per quelle previste per la
          predisposizione  del  piano nazionale di assegnazione e del
          conseguente   rilascio   delle   concessioni,   qualora  la
          complessita' del piano radiofonico impedisca la sua stesura
          nei   tempi  indicati.  Il  piano  dovra'  comunque  essere
          elaborato  entro  il  31 dicembre  1998 e il rilascio delle
          relative  concessioni  dovra' avvenire entro e non oltre il
          30 aprile   1999.  In  caso  di  deroga  e'  consentita  la
          prosecuzione dell'esercizio della radiodiffusione sonora di
          cui  al  comma  1, fino al rilascio delle nuove concessioni
          ovvero  fino  alla  reiezione  della domanda e comunque non
          oltre il 30 aprile 1999.
              3.    Ai    fini   del   rilascio   delle   concessioni
          radiotelevisive  il  regolamento di cui al comma 2, emanato
          dopo aver sentito le associazioni a carattere nazionale dei
          titolari di emittenti o reti private, prevede:
                a) per le emittenti radiotelevisive nazionali:
                  1) una misura adeguata del capitale e la previsione
          di  norme  che consentano la massima trasparenza societaria
          anche con riferimento ai commi 16 e 17 dell'art. 2;
                  2)  una  distinzione,  fra  i soggetti richiedenti,
          delle   emittenti  che,  in  base  al  progetto  editoriale
          presentato,   garantiscano   una   proposta  di  produzioni
          destinate  a  diversificare  l'offerta  in  relazione  alle
          condizioni    di    mercato,   una   quota   rilevante   di
          autoproduzione  e  di  produzione  italiana ed europea, una
          consistente  programmazione  riservata all'informazione, un
          adeguato   numero   di   addetti,   piani  di  investimento
          coordinati con il progetto editoriale;
                b) per  le  emittenti  radiotelevisive  locali  e  la
          radiodiffusione   sonora   nazionale,  i  seguenti  criteri
          direttivi:
                  1)   la   semplificazione   delle  condizioni,  dei
          requisiti  soggettivi  e  delle procedure di rilascio delle
          concessioni
                  2)  la  distinzione delle emittenti radiotelevisive
          locali in emittenti aventi scopi esclusivamente commerciali
          ed emittenti con obblighi di informazione in base a criteri
          che  verranno  stabiliti dall'Autorita'. La possibilita' di
          accedere a provvidenze ed incentivi, anche gia' previsti da
          precedenti  disposizioni  di  legge,  e'  riservata  in via
          esclusiva  alle  emittenti  con obblighi di informazione ed
          alle  emittenti  di  cui  all'art. 16, comma 5, della legge
          6 agosto 1990, n. 223;
                  3)  la previsione di norme atte a favorire la messa
          in comune di strutture di produzione e di trasmissione, gli
          investimenti  tecnici  e  produttivi,  le  compravendite di
          aziende,  impianti  o  rami di aziende, le dismissioni e le
          fusioni  nonche'  la  costituzione di consorzi di servizi e
          l'ingresso   delle  emittenti  radiotelevisive  locali  nel
          mercato dei servizi di telecomunicazioni;
                  4) la possibilita' per le emittenti radiotelevisive
          locali  di  trasmettere programmi informativi differenziati
          per   non   oltre  un  quarto  delle  ore  di  trasmissione
          giornaliera  in  relazione  alle  diverse aree territoriali
          comprese nel bacino di utenza;
                  5)  la previsione di norme specifiche in materia di
          pubblicita', sponsorizzazioni e televendite;
                  6)  in  attesa  che  il  Governo  emani  uno o piu'
          regolamenti    nei    confronti    degli    esercenti    la
          radiodifflrnione  sonora  e televisiva in ambito locale, le
          sanzioni  previste  dall'art. 31 della legge 6 agosto 1990,
          n. 223, sono ridotte ad un decimo;
                  7)  nel sistema radiotelevisivo nazionale, assumono
          particolare  valore  le  emittenti  locali  che decidono di
          dedicare  almeno  il  70  per  cento  della  programmazione
          monotematica  quotidiana a temi di chiara utilita' sociale,
          quali  salute,  sanita' e servizi sociali, e classificabili
          come  vere  e  proprie  emittenti di servizio. Le emittenti
          locali  a  programmazione  monotematica  di chiara utilita'
          sociale  dovranno  essere considerate anche nella divisione
          della   parte   di   pubblicita'  pubblica  riservata  alle
          emittenti locali ed alle radio locali e nazionali, ai sensi
          di  quanto  previsto  dal  comma  1 dell'art. 9 della legge
          6 agosto 1990, n. 223, come sostituito dall'art. 11-bis del
          decreto-legge  27 agosto  1993,  n.  323,  convertito,  con
          modificazioni,  dalla  legge 27 ottobre 1993, n. 422, e, da
          ultimo, dall'art. 1, comma 10, del decreto-legge 23 ottobre
          1996,  n.  545,  convertito, con modificazioni, dalla legge
          23 dicembre  1996, n. 650. Le emittenti locali che assumono
          le  caratteristiche  e l'impegno previsto dal primo periodo
          hanno  diritto  prioritario  ai  rimborsi ed alle riduzioni
          tariffarie  previsti dall'art. 7 della legge 7 agosto 1990,
          n.  250, e dall'art. 7 del decreto-legge 27 agosto 1993, n.
          323,  convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre
          1993,  n. 422. Ad integrazione delle leggi sopracitate, per
          le  emittenti  locali  che  dedicano almeno il 70 per cento
          della  propria programmazione ad un tema di chiara utilita'
          sociale,  la  misura  dei  rimborsi e delle riduzioni viene
          stabilita  sia  per  le agenzie di informazione, sia per le
          spese   elettriche,  telefoniche  e  di  telecomunicazioni,
          compreso  l'uso  del satellite, nella misura prevista dalle
          norme vigenti.
              4.  Nell'ambito  del  riassetto  del piano nazionale di
          assegnazione delle frequenze, le stesse, in via prioritaria
          sono  assegnate  ai  soggetti  titolari  della  concessione
          comunitaria.
              5.    Le    concessioni    relative    alle   emittenti
          radiotelevisive   in  ambito  nazionale  devono  consentire
          l'irradiazione  dei  programmi  secondo  i  criteri tecnici
          stabiliti  nell'art.  2, comma 6, e comunque l'irradiazione
          del segnale in un'area geografica che comprenda almeno l'80
          per cento del territorio e tutti i capoluoghi di provincia.
          Le  concessioni  relative  alle  emittenti  radiofoniche in
          ambito   nazionale  devono  consentire  l'irradiazione  del
          segnale  in  un'area  geografica che comprenda almeno il 60
          per cento del territorio e tutti i capoluoghi di provincia.
          Il  piano nazionale di assegnazione delle frequenze riserva
          almeno  un  terzo  dei  programmi irradiabili all'emittenza
          televisiva  locale  e,  di  norma,  il  70  per  cento  dei
          programmi  irradiabili  all'emittenza radiofonica in ambito
          locale. Nel piano nazionale di assegnazione delle frequenze
          e' prevista una riserva di frequenze:
                a) per   le   emittenti   radiotelevisive   locali  e
          radiofoniche nazionali che diffondono produzioni culturali,
          etniche  e  religiose  e che si impegnano a non trasmettere
          piu'  del  5  per  cento  di  pubblicita'  per  ogni ora di
          diffusione.  La  concessione  a  tali emittenti puo' essere
          rilasciata  se  le  stesse  sono costituite da associazioni
          riconosciute  o  non riconosciute, fondazioni o cooperative
          prive di scopo di lucro;
                b) per l'introduzione del servizio di radiodiffusione
          sonora  e televisiva digitale cosi' come previsto dall'art.
          2,  comma  6, lettera d). L'esercizio della radiodiffusione
          sonora    e    televisiva   digitale   e'   concesso   alla
          concessionaria  del  servizio pubblico e ai concessionari o
          autorizzati  per la televisione e la radiodiffusione sonora
          in  modulazione  di  frequenza,  che  a  tal  fine  possono
          costituire  consorzi fra loro o con altri concessionari per
          la gestione dei relativi impianti.
              6. (Abrogato)
              7. (Abrogato)
              8.   All'entrata   in   vigore   della  presente  legge
          l'Autorita'  dispone la cessazione dell'uso delle frequenze
          che  a  parere  della  stessa  non  sono  indispensabili ai
          soggetti    esercenti   l'attivita'   radiotelevisiva   per
          l'illuminazione   dell'area   di  servizio  e  del  bacino.
          L'Autorita'   assegna,   anche  in  via  provvisoria,  tali
          frequenze  ai  destinatari  di concessioni o autorizzazioni
          radiotelevisive  in  ambito nazionale e locale che hanno un
          grado  di  copertura  della popolazione inferiore al 90 per
          cento  di  quella residente nel territorio cui si riferisce
          la    concessione    o   l'autorizzazione.   Sono   escluse
          dall'assegnazione, che comunque e' attuata nel rispetto dei
          criteri   stabiliti   dalla  Corte  costituzionale  con  la
          sentenza   7 dicembre   1994,  n.  420,  le  emittenti  che
          trasmettono  in forma codificata. Le disposizioni di cui al
          presente  comma  sono  attuate fino all'entrata in funzione
          dell'Autorita' dal Ministero delle comunicazioni.
              9. (Abrogato).
              10.   La   diffusione   radiotelevisiva  via  satellite
          originata  dal  territorio  nazionale,  compresa  quella in
          forma  codificata, e' soggetta ad autorizzazione rilasciata
          dall'Autorita'  ovvero,  fino  alla  sua  costituzione, dal
          Ministero  delle  comunicazioni,  sulla base di un apposito
          regolamento.
              11. Nessun soggetto puo' essere destinatario di piu' di
          una concessione televisiva su frequenze terrestri in ambito
          nazionale   per  la  trasmissione  di  programmi  in  forma
          codificata.  I  soggetti legittimamente esercenti alla data
          di  entrata  in  vigore  della  presente  legge  piu'  reti
          televisive  in ambito nazionale in forma codificata devono,
          ai  fini  di  quanto  previsto  dal  comma  2  del presente
          articolo,  dal  31 dicembre 1997, trasferire via cavo o via
          satellite le trasmissioni irradiate da una delle loro reti.
          Ciascun  operatore  puo' proseguire l'esercizio di due reti
          fino  al  30 aprile 1998. A partire dalla data indicata nel
          precedente periodo la rete eccedente puo' essere esercitata
          in  via  transitoria,  alle stesse condizioni e nei termini
          previsti  dai  comini 6 e 7. L'Autorita' adotta un apposito
          regolamento  che  disciplina  le  trasmissioni in codice su
          frequenze  terrestri  e  tiene  conto, nell'indicazione del
          termine di cui al comma 7, della particolare natura di tale
          tipo  di  trasmissioni. L'Autorita' ovvero, fino al momento
          del funzionamento dell'Autorita' stessa, il Ministero delle
          comunicazioni,  in via provvisoria, prima dell'approvazione
          del   piano  nazionale  di  assegnazione  delle  frequenze,
          assegna   le   frequenze   libere,   anche  a  seguito  del
          trasferimento  su  cavo o su satellite delle reti di cui al
          presente  comma,  ai  concessionari o autorizzati in ambito
          nazionale e locale che si trovano nelle condizioni previste
          dal comma 8. Entro il termine di novanta giorni l'Autorita'
          adotta,  sulla  base  delle  norme contenute nella presente
          legge  e nel regolamento previsto dall'art. 1, comma 2, del
          decreto-legge  23 ottobre  1996,  n.  545,  convertito, con
          modificazioni,  dalla  legge  23 dicembre  1996, n. 650, un
          regolamento  per  la disciplina dei servizi radiotelevisivi
          via cavo. Sono abrogate le norme dell'art. 11, commi 1 e 2,
          del  decreto-legge  27 agosto 1993, n. 323, convertito, con
          modificazioni,  dalla  legge  27 ottobre  1993,  n. 422, in
          contrasto con la presente legge.
              12.  Restano  salvi  gli  effetti  prodottisi in virtu'
          della  previgente  disciplina,  in particolare per cio' che
          attiene   ai   procedimenti  sanzionatori  in  corso,  alle
          violazioni contestate e alle sanzioni applicate.
              13.   A  partire  dal  1° gennaio  1998  gli  immobili,
          composti  da  piu'  unita' abitative di nuova costruzione o
          quelli   soggetti   a  ristrutturazione  generale,  per  la
          ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari si
          avvalgono   di   norma  di  antenne  collettive  e  possono
          installare o utilizzare reti via cavo per distribuire nelle
          singole  unita'  le  trasmissioni ricevute mediante antenne
          collettive.  Entro centottanta giorni dalla data di entrata
          in   vigore  della  presente  legge  i  comuni  emanano  un
          regolamento  sull'installazione degli apparati di ricezione
          delle  trasmissioni  radiotelevisive satellitari nei centri
          storici  al finesli garantire la salvaguardia degli aspetti
          paesaggistici.
              14.  Gli  interventi  per  la  realizzazione  di  nuovi
          impianti  o  per  la  riqualificazione di quelli esistenti,
          concernenti  la  distribuzione  all'interno degli edifici e
          delle  abitazioni di segnali provenienti da reti via cavo o
          via  satellite,  sono soggetti ad I.V.A. nella misura del 4
          per  cento. Analoga misura si applica agli abbonamenti alla
          diffusione   radiotelevisiva   con   accesso   condizionato
          effettuata in forma digitale a mezzo di reti via cavo o via
          satellite, nonche' ai relativi decodificatori di utenti
              15.  All'art. 1, comma 2, della legge 14 novembre 1995,
          n. 481, sono soppresse le seguenti parole: «ivi compreso ai
          soli fini del presente comma l'esercizio del credito,».
              16.  Dopo l'art. 43 della legge 14 aprile 1975, n. 103,
          e'   inserito   il  seguente:  «43-bis.  L'installazione  e
          l'esercizio  di  impianti  e  ripetitori privati, destinati
          esclusivamente  alla  ricezione  e  trasmissione  via etere
          simultanea   ed   integrale  dei  programmi  radiofonici  e
          televisivi  diffusi  in  ambito  nazionale  e  locale, sono
          assoggettati  a  preventiva  autorizzazione  del  Ministero
          delle  comunicazioni,  il  quale  assegna  le  frequenze di
          funzionamento  dei  suddetti  impianti. Il richiedente deve
          allegare  alla  domanda  il progetto tecnico dell'impianto.
          L'autorizzazione  e'  rilasciata  esclusivamente ai comuni,
          comunita' montane o ad altri enti locali o consorzi di enti
          locali,   ed   ha  estensione  territoriale  limitata  alla
          circoscrizione   dell'ente   richiedente   tenendo   conto,
          tuttavia, della particolarita' delle zone di montagna».
              17.  Le  imprese di radiodiffusione sonora e televisiva
          operanti  in  ambito locale e le imprese di radiodiffusione
          sonora  operanti  in  ambito  nazionale  possono effettuare
          collegamenti  in  diretta  sia attraverso ponti mobili, sia
          attraverso  collegamenti temporanei funzionanti su base non
          interferenziale con altri utilizzatori dello spettro radio,
          in   occasione   di   avvenimenti   di  cronaca,  politica,
          spettacolo, cultura, sport e attualita'. Le stesse imprese,
          durante   la   diffusione  dei  programmi  e  sulle  stesse
          frequenze    assegnate,    possono   trasmettere   dati   e
          informazioni  all'utenza. La concessione costituisce titolo
          per  l'utilizzazione  dei  ponti  mobili e dei collegamenti
          temporanei,  nonche'  per  trasmettere  dati e informazioni
          all'utenza.
              18.  Sono  consentite  le  acquisizioni,  da  parte  di
          societa' di capitali, di concessionarie svolgenti attivita'
          di  radiodiffusione  sonora  e televisiva di cui all'art. 1
          del  decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito, con
          modificazioni,   dalla  legge  23 dicembre  1996,  n.  650,
          costituite   in   societa'  cooperative  a  responsabilita'
          limitata.
              19.  Fino  al  rilascio  delle nuove concessioni per la
          radiodiffusione  sonora  sono consentiti il trasferimento e
          la cessione di impianti o rami di azienda fra concessionari
          radiofonici nazionali o tra questi e gli autorizzati di cui
          agli  articoli 38 e seguenti della legge 14 aprile 1975, n.
          103,  secondo le modalita' di cui all'art. 1, comma 13, del
          decreto-legge  23 ottobre  1996,  n.  545,  convertito, con
          modificazioni,  dalla  legge 23 dicembre 1996, n. 650. Sono
          altresi'   consentite  le  acquisizioni  di  concessionarie
          svolgenti  attivita'  di radiodiffusione sonora a carattere
          comunitario   e   di   concessionarie  svolgenti  attivita'
          televisiva  esercitata  da  soggetti  che hanno ottenuto la
          concessione  per  la  radiodiffusione  televisiva in ambito
          locale  ai  sensi  dell'art.  1, comma 6, del decreto-legge
          27 agosto  1993,  n.  323,  convertito,  con modificazioni,
          dalla  legge  27 ottobre 1993, n. 422, da parte di societa'
          cooperative  prive  di  scopo  di  lucro,  di  associazioni
          riconosciute   e   non  riconosciute  o  di  fondazioni,  a
          condizione    che   l'emittente   mantenga   il   carattere
          comunitario.   E'  inoltre  consentito  alle  emittenti  di
          radiodiffusione   sonora   operanti  in  ambito  locale  di
          ottenere  che  la  concessione precedentemente conseguita a
          carattere  commerciale  sia trasferita ad un nuovo soggetto
          avente i requisiti di emittente comunitaria.
              20.  I  canoni  di  concessione  relativi all'emittenza
          radiotelevisiva  privata  in  ambito locale sono dovuti dal
          momento del ricevimento del provvedimento di concessione da
          parte  dell'interessato.  Ove la concessione venga ricevuta
          nel  corso  dell'anno il canone e' dovuto in proporzione ai
          mesi intercorrenti con la fine dell'anno stesso.
              21.  A  decorrere dalla data di entrata in vigore della
          presente  legge,  i  trasferimenti  di azioni o di quote di
          societa'   concessionarie   private   sono   consentiti   a
          condizione  che  l'assetto  proprietario  che ne derivi sia
          conforme  a  quanto  stabilito  nel  comma  2  del presente
          articolo.
              22.  Le  norme  di  cui all'art. 4 della legge 6 agosto
          1990,  n.  223,  si  applicano, a condizione che le imprese
          radiotelevisive   ne   chiedano  l'applicazione,  anche  in
          assenza   dei   piani   di   assegnazione  delle  frequenze
          radiofoniche  e  televisive  e  dei  piani  territoriali di
          coordinamento.  In  tal caso si fara' riferimento alle aree
          ove   sono   ubicati   gli  impianti  di  diffusione  e  di
          collegamento eserciti dalle imprese radiotelevisive.
              23.   Il   comma   45  dell'art.  1  del  decreto-legge
          23 ottobre  1996,  n.  545,  convertito, con modificazioni,
          dalla  legge  23 dicembre  1996,  n. 650, e' sostituito dal
          seguente:
              «45. In sede di prima applicazione i soggetti di cui ai
          commi   28,   30   e  31  sono  tenuti  ad  ottemperare  ai
          provvedimenti  di cui ai suddetti commi entro il 31 ottobre
          1997»:
              24.  Il  canone  di  concessione  per  il  servizio  di
          radiodiffusione  sonora  digitale  terrestre  non e' dovuto
          dagli interessati per un periodo di dieci anni.
              L'art. 174-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, come
          modificato  dall'art.  27  del decreto legislativo 9 aprile
          2003, n. 68, e' il seguente:
              «Art.   174-bis.   -   1.   Ferme  le  sanzioni  penali
          applicabili,  la  violazione  delle  disposizioni  previste
          nella   presente   sezione   e'   punita  con  la  sanzione
          amministrativa  pecuniaria  pari  al  doppio  del prezzo di
          mercato dell'opera o del supporto oggetto della violazione,
          in  misura  comunque  non  inferiore  a  Euro 103,00. Se il
          prezzo  non  e'  facilmente determinabile, la violazione e'
          punita,  con  la  sanzione  amministrativa da Euro 103,00 a
          Euro 1032,00.  La  sanzione amministrativa si applica nella
          misura  stabilita  per ogni violazione e per ogni esemplare
          abusivamente duplicato o riprodotto.».
 

Note all'art. 8.
              - L'art. 21 della legge 6 agosto 1990, n. 223, recante:
          «Disciplina   del   sistema   radiotelevisivo   pubblico  e
          privato»,   pubblicata   nel   supplemento  ordinario  alla
          Gazzetta  Ufficiale  9 agosto 1990, n. 185, come modificato
          dalla legge qui pubblicata e' il seguente:
              «Art.   21   (Autorizzazione  per  la  trasmissione  di
          programmi  in  contemporanea).  -  1.  La  trasmissione  di
          programmi   in  contemporanea  da  parte  di  concessionari
          privati  per  la  radiodiffusione  sonora  o  televisiva in
          ambito  locale, che operano in bacini di utenza diversi, e'
          subordinata  ad  autorizzazione  rilasciata con decreto del
          Ministro  delle poste e delle telecomunicazioni, sulla base
          di  preventive  intese  tra  i concessionari privati che la
          richiedano.   L'autorizzazione  e'  rilasciata  ai  singoli
          concessionari privati ovvero ai consorzi da essi costituiti
          secondo  le  forme previste dal regolamento di cui all'art.
          36.
              2.    L'autorizzazione   abilita   a   trasmettere   in
          contemporanea  per  una durata giornaliera non eccedente le
          sei  ore  per le emittenti radiofoniche e le dodici ore per
          le  emittenti  televisive.  La  variazione  dell'orario  di
          trasmissione   in   contemporanea  da  parte  dei  soggetti
          autorizzati e' consentita previa comunicazione al Ministero
          delle comunicazioni, da inoltrare con un anticipo di almeno
          quindici  giorni, salvo il caso di trasmissioni informative
          per  eventi  eccezionali e non prevedibili secondo le forme
          previste dal regolamento di cui all'art. 36.
              3.  Le  emittenti  che  operano  ai  sensi del presente
          articolo sono    considerate   emittenti   esercenti   reti
          locali.».
              - L'art. 39 del decreto del Presidente della Repubblica
          27  marzo 1992, n. 255, recante: «Regolamento di attuazione
          della  legge  6 agosto  1990,  n. 223, sulla disciplina del
          sistema  radiotelevisivo pubblico e privato» pubblicato nel
          supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale 1° aprile
          1992, n. 77, come modificato dalla legge qui pubblicata, e'
          il seguente:
              «Art.  39  (Modalita'  di trasmissione dei programmi in
          contemporanea). - 1. Fermo restando il limite di sei ore di
          durata  giornaliera  per  le  emittenti  radiofoniche  e di
          dodici   ore   di   durata  giornaliera  per  le  emittenti
          televisive, previsto dall'art. 21, comma 2, della legge, la
          trasmissione   in   contemporanea  da  parte  di  emittenti
          televisive puo' essere effettuata per non piu' di tre volte
          nella stessa giornata.
              2.   E'  fatto  divieto  di  trasmettere  programmi  in
          contemporanea  da  parte di concessionari che operano nello
          stesso bacino di utenza.
              3.  La  trasmissione di programmi in contemporanea puo'
          essere  effettuata  soltanto negli orari e per la tipologia
          di programmi indicati nell'atto di autorizzazione.
              4.  I concessionari che hanno ottenuto l'autorizzazione
          per  la  trasmissione  di programmi in contemporanea, anche
          tramite consorzi, sono comunque tenuti all'osservanza degli
          obblighi connessi alla posizione di concessionario previsti
          dalla  legge e, in particolare dall'art. 8, commi 7, 8 e 9;
          dall'art.  16,  comma 18, e dall'art. 20, nonche' dall'art.
          3,  comma2,  del  decreto ministeriale 22 novembre 1990, n.
          382.
              5.   Per   le   trasmissioni   informative  per  eventi
          eccezionali e non prevedibili, di cui all'art. 21, comma 2,
          della  legge,  valgono le disposizioni dettate dall'art. 29
          comma 3».
              -  Per  la legge 5 ottobre 1991, n. 327, si vedano note
          all'art. 2.
 

Note all'art. 9.
              - L'art.  2  del  decreto-legge  23 gennaio 2001, n. 5,
          convertito,  con  modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001,
          n.  66,  recante: «Disposizioni urgenti per il differimento
          di  termini  in  materia  di  trasmissioni  radiotelevisive
          analogiche  e  digitali,  nonche'  per  il  risanamento  di
          impianti   radiotelevisivi»,   pubblicato   nella  Gazzetta
          Ufficiale  24 gennaio  2001,  n.  19, come modificato dalla
          legge qui pubblicata, e' seguente:
              «Art.  2  (Trasferimento  e  risanamento degli impianti
          radiotelevisivi).  - 1. In attesa dell'attuazione dei piani
          di  assegnazione  delle  frequenze  di  cui all'art. 1, gli
          impianti   di  radiodiffusione  sonora  e  televisiva,  che
          superano  o  concorrono  a  superare  in  modo ricorrente i
          limiti  e  i  valori  stabiliti  in attuazione dell'art. 1,
          comma 6, lettera a), n. 15), della legge 31 luglio 1997, n.
          249,  sono  trasferiti,  con  onere  a  carico del titolare
          dell'impianto, su iniziativa delle regioni e delle province
          autonome,  nei  siti  individuati  dal  piano  nazionale di
          assegnazione   delle   frequenze   televisive   in  tecnica
          analogica  e dai predetti piani e, fino alla loro adozione,
          nei  siti indicati dalle regioni e dalle province autonome,
          purche'  ritenuti idonei sotto l'aspetto radioelettrico dal
          Ministero delle comunicazioni, che dispone il trasferimento
          e,  decorsi  inutilmente centoventi giorni, d'intesa con il
          Ministero  dell'ambiente,  disattiva  gli  impianti fino al
          trasferimento.
              1-bis. Le regioni e le province autonome di Trento e di
          Bolzano indicano i siti di cui al comma 1, sentiti i comuni
          competenti,  ferme  restando  le  competenze  attribuite ai
          comuni  medesimi  in materia di urbanistica ed edilizia per
          quanto riguarda l'installazione degli impianti di telefonia
          mobile  anche  ai  fini  della  tutela  dell'ambiente,  del
          paesaggio nonche' della tutela della salute.
              2.  Le  azioni  di risanamento previste dall'art. 5 del
          decreto    10 settembre   1998,   n.   381   del   Ministro
          dell'ambiente  sono disposte dalle regioni e dalle province
          autonome  a  carico dei titolari degli impianti. I soggetti
          che  non ottemperano all'ordine di riduzione a conformita',
          nei  termini  e  con le modalita' ivi previsti, sono puniti
          con  la  sanzione amministrativa pecuniaria, con esclusione
          del  pagamento  in  misura ridotta di cui all'art. 16 della
          legge  24 novembre  1981, n. 689, da L. 50 milioni a L. 300
          milioni,  irrogata dalle regioni e dalle province autonome.
          In  caso  di  reiterazione  della  violazione,  il Ministro
          dell'ambiente,  fatte salve le disposizioni di cui all'art.
          8  della  legge  8 luglio 1986, n. 349, e di cui all'art. 8
          della  legge  3 marzo  1987,  n.  59,  di  concerto  con il
          Ministro   della   sanita'   e   con   il   Ministro  delle
          comunicazioni, dispone, anche su segnalazione delle regioni
          e   delle   province   autonome,  la  disattivazione  degli
          impianti,  alla  quale  provvedono  i competenti organi del
          Ministero  delle  comunicazioni,  fino all'esecuzione delle
          azioni  di risanamento. Ai soggetti titolari legittimamente
          operanti   interessati   da   ordinanze   di   riduzione  a
          conformita'  di impianti di radiodiffusione per esigenze di
          carattere  urbanistico, ambientale o sanitario, che abbiano
          presentato  agli  organi  periferici  del  Ministero  delle
          comunicazioni     piani     di    risanamento,    ottenendo
          autorizzazione  alla  modifica  degli  impianti,  cui hanno
          ottemperato nel termine di centottanta giorni, si applicano
          le  sanzioni  di  cui  al precedente periodo, ridotte di un
          terzo.».

Note all'art. 10.
              -  Per  l'art.  8 della legge 6 agosto 1990, n. 223, si
          vedano note all'art. 5.
              -  Il  testo  vigente dell'art. 15 della legge 6 agosto
          1990,  n.  223, come modificato dalla legge qui pubblicata,
          e' il seguente:
              «Art.  15  (Divieto  di posizioni dominanti nell'ambito
          dei   mezzi  di  comunicazione  di  massa  e  obblighi  dei
          concessionari).
              1. - 7. (Abrogati).
              8. I concessionari privati e la concessionaria pubblica
          sono  tenuti all'osservanza delle leggi e delle convenzioni
          internazionali   in   materia  di  telecomunicazioni  e  di
          utilizzazione delle opere dell'ingegno.
              9.  E' vietata la trasmissione di messaggi cifrati o di
          carattere sublimale.
              10. E' vietata la trasmissione di programmi che possano
          nuocere  allo  sviluppo  psichico  o morale dei minori, che
          contengano  scene di violenza gratuita o pornografiche, che
          inducano   ad   atteggiamenti  di  intolleranza  basati  su
          differenze di razza, sesso, religione o nazionalita'.
              11.  E'  comunque  vietata  la  trasmissione di film ai
          quali sia stato negato il nulla osta per la proiezione o la
          rappresentazione  in pubblico oppure siano stati vietati ai
          minori di anni diciotto.
              12.  In  caso di violazione del divieto di cui al comma
          11  del presente articolo si applicano le sanzioni previste
          dall'art.   15   della   legge   21 aprile  1962,  n.  161,
          intendendosi  per  chiusura  del  locale  la disattivazione
          dell'impianto.
              13.  I  film  vietati ai minori di anni quattordici non
          possono essere trasmessi ne' integralmente ne' parzialmente
          prima delle ore 22,30 e dopo le ore 7.
              14.   I   concessionari  privati  e  la  concessionaria
          pubblica  non  possono  trasmettere  opere cinematografiche
          salvo  accordo  contrario  tra  gli  aventi  diritto  e  il
          concessionario,  prima  che sia trascorso un termine di due
          anni  dall'inizio  della programmazione di tale opera nelle
          sale  cinematografiche in uno degli Stati appartenenti alla
          comunita'    economica   europea;   nel   caso   di   opere
          cinematografiche   coprodotte   dal   concessionario,  tale
          termine e' ridotto ad un anno.
              15.   I   concessionari  privati  e  la  concessionaria
          pubblica sono tenuti a trasmettere il medesimo programma su
          tutto   il   territorio  per  il  quale  e'  rilasciata  la
          concessione.  Il  regolamento  di  cui  all'art.  36  e  la
          concessione  di cui all'art. 2, comma 2, determinano i casi
          in cui e' ammessa deroga a tale obbligo.
              16.  Le  disposizioni  di cui al comma 3 dell'art. 8 si
          applicano  a  decorrere  dal  1° gennaio 1993 limitatamente
          alle  opere  ultimate  per  le  quali i concessionari hanno
          acquisito  i diritti alla utilizzazione antecedentemente al
          30 giugno 1990.».
              -  Il  Codice  di autoregolamentazione sulla tutela dei
          minori   in   TV,  sottoscritto  il  29 novembre  2002,  e'
          consultabile sul sito www.comunicazioni.it
              - Per  l'art.  17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,
          n. 400, si vedano note all'art. 7.
              - La   legge   23 dicembre   1997,   n.  451,  recante:
          «Istituzione  della Commissione parlamentare per l'infanzia
          e   dell'Osservatorio   nazionale   per   l'infanzia.»   e'
          pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale 30 dicembre 1997, n.
          302.
              -  L'art. 1, comma 6, lettera b), della legge 31 luglio
          1997,  n.  249, come modificato dalla legge qui pubblicata,
          e' il seguente:
              «Art.    1    (Autorita'    per   le   garanzie   nelle
          comunicazioni).
              (Omissis).
              6. Le competenze dell'Autorita' sono cosi' individuate:
                a) (omissis)
                b) la commissione per i servizi e i prodotti:
                  1) vigila sulla conformita' alle prescrizioni della
          legge  dei  servizi  e  dei  prodotti  che  sono forniti da
          ciascun  operatore  destinatario  di  concessione ovvero di
          autorizzazione  in  base alla vigente normativa promuovendo
          l'integrazione  delle  tecnologie e dell'offerta di servizi
          di telecomunicazioni;
                  2)  emana  direttive concernenti i livelli generali
          di  qualita'  dei  servizi  e  per  l'adozione, da parte di
          ciascun   gestore,   di  una  carta  del  servizio  recante
          l'indicazione  di  standard  minimi  per  ogni  comparto di
          attivita';
                  3)  vigila  sulle  modalita'  di  distribuzione dei
          servizi e dei prodotti, inclusa la pubblicita' in qualunque
          forma  diffusa,  fatte salve le competenze attribuite dalla
          legge  a diverse autorita', e puo' emanare regolamenti, nel
          rispetto delle norme dell'Unione europea, per la disciplina
          delle  relazioni  tra  gestori  di  reti  fisse  e mobili e
          operatori che svolgono attivita' di rivendita di servizi di
          telecomunicazioni;
                  4)  assicura  il  rispetto  dei  periodi minimi che
          debbono   trascorrere   per   l'utilizzazione  delle  opere
          audiovisive  da  parte  dei diversi servizi a partire dalla
          data  di  edizione  di  ciascuna opera, in osservanza della
          normativa  vigente, tenuto conto anche di eventuali diversi
          accordi tra produttori;
                  4-bis)   svolge   i  compiti  attribuiti  dall'art.
          182-bis  della  legge  22 aprile 1941, n. 633, e successive
          modificazioni;
                  5)  in materia di pubblicita' sotto qualsiasi forma
          e  di  televendite,  emana  i  regolamenti  attuativi delle
          disposizioni  di  legge  e regola l'interazione organizzata
          tra  il  fornitore  del prodotto o servizio o il gestore di
          rete  e l'utente, che comporti acquisizione di informazioni
          dall'utente,  nonche'  l'utilizzazione  delle  informazioni
          relative agli utenti;
                  6) verifica il rispetto nel settore radiotelevisivo
          delle  norme  in materia di tutela dei minori anche tenendo
          conto   dei  codici  di  autoregolamentazione  relativi  al
          rapporto  tra  televisione e minori e degli indirizzi della
          Commissione  parlamentare  per  l'indirizzo  generale  e la
          vigilanza   dei   servizi   radiotelevisivi:   In  caso  di
          inosservanza  delle  norme in materia di tutela dei minori,
          ivi    comprese    quelle    previste    dal    Codice   di
          autoregolamentazione  TV e minori, approvato il 29 novembre
          2002,  e  successive  modificazioni,  la  Commissione per i
          servizi  e i prodotti dell'Autorita' delibera l'irrogazione
          delle  sanzioni  previste dall'art. 31 della legge 6 agosto
          1990,  n.  223.  Le sanzioni si applicano anche se il fatto
          costituisce  reato  e indipendentemente dall'azione penale.
          Alle  sanzioni inflitte sia dall'Autorita' che dal Comitato
          di  applicazione  del  Codice  di autoregolamentazione TV e
          minori  viene  data  adeguata  pubblicita'  e  la emittente
          sanzionata  ne  deve  dare notizia nei notiziari diffusi in
          ore di massimo o di buon ascolto;
                  7) vigila sul rispetto della tutela delle minoranze
          linguistiche  riconosciute  nell'ambito  del  settore delle
          comunicazioni di massa;
                  8) verifica il rispetto nel settore radiotelevisivo
          delle norme in materia di diritto di rettifica;
                  9)  garantisce  l'applicazione  delle  disposizioni
          vigenti    sulla    propaganda,    sulla    pubblicita'   e
          sull'informazione politica nonche' l'osservanza delle norme
          in  materia  di  equita'  di  trattamento  e  di parita' di
          accesso   nelle   pubblicazioni  e  nella  trasmissione  di
          informazione  e  di propaganda elettorale ed emana le norme
          di attuazione;
                  10)  propone  al  Ministero  delle comunicazioni lo
          schema  della  convenzione  annessa  alla  concessione  del
          servizio  pubblico  radiotelevisivo e verifica l'attuazione
          degli  obblighi  previsti  nella  suddetta convenzione e in
          tutte le altre che vengono stipulate tra concessionaria del
          servizio   pubblico   e   amministrazioni   pubbliche.   La
          Commissione  parlamentare  per  l'indirizzo  generale  e la
          vigilanza   dei   servizi  radiotelevisivi  esprime  parere
          obbligatorio   entro   trenta   giorni   sullo   schema  di
          convenzione   e   sul   contratto   di   servizio   con  la
          concessionaria  del  servizio  pubblico; inoltre, vigila in
          ordine all'attuazione delle finalita' del predetto servizio
          pubblico;
                  11)  cura  le rilevazioni degli indici di ascolto e
          di  diffusione  dei  diversi mezzi di comunicazione; vigila
          sulla  correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e
          di  diffusione  dei diversi mezzi di comunicazione rilevati
          da  altri  soggetti, effettuando verifiche sulla congruita'
          delle  metodologie utilizzate e riscontri sulla veridicita'
          dei   dati   pubblicati,   nonche'  sui  monitoraggi  delle
          trasmissioni  televisive  e  sull'operato delle imprese che
          svolgono  le  indagini;  la  manipolazione dei dati tramite
          metodologie   consapevolmente   errate  ovvero  tramite  la
          consapevole  utilizzazione di dati falsi e' punita ai sensi
          dell'art.  476,  primo comma, del codice penale; laddove la
          rilevazione  degli indici di ascolto non risponda a criteri
          universalistici del campionamento rispetto alla popolazione
          o  ai  mezzi  interessati,  l'Autorita'  puo' provvedere ad
          effettuare le rilevazioni necessarie;
                  12)  verifica  che la pubblicazione e la diffusione
          dei  sondaggi  sui  mezzi  di  comunicazione di massa siano
          effettuate  rispettando  i  criteri contenuti nell'apposito
          regolamento che essa stessa provvede ad emanare;
                  13)  effettua  il  monitoraggio  delle trasmissioni
          radiotelevisive,   anche   avvalendosi   degli  ispettorati
          territoriali del Ministero delle comunicazioni;
                  14) applica le sanzioni previste dall'art. 31 della
          legge 6 agosto 1990, n. 223;
                  15)  favorisce  l'integrazione  delle  tecnologie e
          dell'offerta di servizi di comunicazioni;
              (Omissis).».
              -  L'art.  31  della  legge 6 agosto 1990, n. 223 e' il
          seguente:
              «Art.  31  (Sanzioni  amministrative  di competenza del
          Garante    e    del    Ministro   delle   poste   e   delle
          telecomunicazioni).   -   1.   Il   Garante,   in  caso  di
          inosservanza  delle  disposizioni  di  cui agli articoli 8,
          escluso  il  comma  10, 9, 20, 21 e 26, dispone i necessari
          accertamenti  e  contesta  gli  addebiti  agli interessati,
          assegnando  un  termine non superiore a quindici giorni per
          le giustificazioni.
              2.  Trascorso  tale termine o quando le giustificazioni
          risultino  inadeguate  il Garante diffida gli interessati a
          cessare  dal comportamento illegittimo entro un termine non
          superiore a quindici giorni a tal fine assegnato.
              3.  Ove  il comportamento illegittimo persista oltre il
          termine  indicato  al  comma 2, ovvero nei casi di mancata,
          incompleta  o  tardiva osservanza dell'obbligo di rettifica
          di  cui  ai  commi 2, 3 e 4 dell'art. 10, ovvero ancora nei
          casi  di  inosservanza dei divieti di cui all'art. 8, comma
          10,  e  di  cui ai commi da 8 a 15 dell'art. 15, il Garante
          delibera  l'irrogazione  della  sanzione amministrativa del
          pagamento  di  una  somma  da  lire  10  milioni a lire 100
          milioni   e,   nei   casi   piu'   gravi,   la  sospensione
          dell'efficacia  della concessione o dell'autorizzazione per
          un  periodo  da  uno  a dieci giorni. Le stesse sanzioni si
          applicano qualora la rettifica sia effettuata a seguito del
          procedimento  di cui al comma 4 dell'art. 10, salvo diversa
          determinazione   del  Garante  ove  ricorrano  giustificati
          motivi.
              4.  Per  le  sanzioni  amministrative  conseguenti alla
          violazione   delle   norme   richiamate  nel  comma  1,  si
          applicano,  in  quanto  non diversamente previsto, le norme
          contenute  nel  capo  I,  sezioni  I  e  II, della legge 24
          novembre 1981, n. 689.
              5.  Nei  casi di recidiva nelle stesse violazioni entro
          l'arco  di trecentosessantacinque giorni il Garante dispone
          la   sospensione   dell'efficacia   della   concessione   e
          dell'autorizzazione  per  un  periodo  da  undici  a trenta
          giorni  e  nei  casi  piu'  gravi  propone  la revoca della
          concessione o dell'autorizzazione.
              6. Qualora il titolare di una o piu' concessioni per la
          radiodiffusione  televisiva  in  ambito  nazionale  venga a
          trovarsi nelle condizioni previste dal comma 1 dell'art. 15
          per  fatti  diversi  dall'aumento  delle  tirature  o abbia
          superato i limiti di cui al comma 2 dell'art. 15, per fatti
          diversi   dall'aumento  del  fatturato  dei  propri  mezzi,
          nonche' i limiti di cui al comma 4 dell'art. 15, il Garante
          invita  il  titolare medesimo a promuovere e a compiere gli
          atti  necessari per ottemperare ai divieti entro un termine
          contestualmente  assegnato non superiore a trecentosessanta
          giorni.
              7.  Nel  caso  di  inosservanza dell'invito il Ministro
          delle poste e delle telecomunicazioni revoca la concessione
          su proposta del Garante.
              8.  Il  Ministro delle poste e delle telecomunicazioni,
          in  caso  di  inosservanza  delle  disposizioni di cui agli
          articoli 10,  comma  5,  e  18,  ovvero  delle prescrizioni
          contenute nel regolamento di cui all'art. 36 e nell'atto di
          concessione   o   autorizzazione,   dispone   i   necessari
          accertamenti  e  contesta  gli  addebiti  agli interessati,
          assegnando  un  termine non superiore a quindici giorni per
          le giustificazioni.
              9.  Trascorso  tale  termine,  il  Ministro diffida gli
          interessati  a cessare dal comportamento illegittimo, entro
          un  termine  non  superiore  a  quindici  giorni a tal fine
          assegnato.
              10.  Ove  il  comportamento  illegittimo  persista,  il
          Ministro     delibera    l'irrogazione    della    sanzione
          amministrativa del pagamento di una somma da un minimo di 3
          ad  un  massimo  di lire 100 milioni nonche', nei casi piu'
          gravi,  la  sospensione  dell'efficacia della concessione o
          dell'autorizzazione per un periodo fino a trenta giorni.
              11.  Per  le  sanzioni  amministrative conseguenti alla
          violazione   delle   norme   richiamate  nel  comma  8,  si
          applicano,  in  quanto  non diversamente previsto, le norme
          contenute  nel  capo  I,  sezioni  I  e  II, della legge 24
          novembre 1981, n. 689.
              12.  Per  i  casi  di recidiva il Ministro dispone, nei
          casi   piu'  gravi,  la  sospensione  dell'efficacia  della
          concessione  o  dell'autorizzazione per un periodo da tre a
          dodici   mesi   ovvero   la   revoca  della  concessione  o
          autorizzazione.
              13.  Il Ministro delibera la revoca della concessione o
          dell'autorizzazione nei seguenti casi:
                a) di   condanna   penale   irrevocabile  alla  quale
          consegue   il  divieto  di  rilascio  della  concessione  o
          dell'autorizzazione;  b)  di perdita dei requisiti previsti
          per il rilascio della concessione o della autorizzazione;
                c) di  proposta  del  Garante, formulata ai sensi dei
          commi 5 e 7.
              14.  Ove  la condanna penale o la perdita dei requisiti
          soggettivi   riguardino   il  rappresentante  legale  della
          persona  giuridica titolare della concessione, la revoca di
          cui  al  comma  13 ha luogo se il rappresentante stesso non
          venga  sostituito  entro  sessanta  giorni  dal verificarsi
          dell'evento.
              15.  La  revoca della concessione o dell'autorizzazione
          comporta la cancellazione dal registro di cui all'art. 12.
              16.   I   direttori   dei   Circoli  delle  costruzioni
          telegrafiche  e  telefoniche  segnalano  senza  ritardo  al
          Garante    ed    al   Ministero   delle   poste   e   delle
          telecomunicazioni    le    violazioni   alle   disposizioni
          richiamate dal presente articolo.
              17.   Le   somme   versate   a   titolo   di   sanzioni
          amministrative  per  le  violazioni  previste  dal presente
          articolo spettano esclusivamente allo Stato».
              - Per la legge 24 novembre 1981, n. 689, si vedano note
          all'art. 7.
              -  L'art.  114  del  codice  di  procedura  penale come
          modificato dalla legge qui pubblicata, e' il seguente:
              «Art.  114  (Divieto di pubblicazione di atti). - 1. E'
          vietata  la  pubblicazione, anche parziale o per riassunto,
          con  il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione,
          degli  atti  coperti  dal  segreto  o  anche  solo del loro
          contenuto.
              2.  E'  vietata (115) la pubblicazione, anche parziale,
          degli  atti  non  piu'  coperti  dal segreto fino a che non
          siano  concluse  le  indagini preliminari (405, 554) ovvero
          fino al termine dell'udienza preliminare (424 s.).
              3.  Se si procede al dibattimento, non e' consentita la
          pubblicazione,  anche parziale degli atti del fascicolo per
          il  dibattimento  (431),  se  non  dopo  la pronuncia della
          sentenza di primo grado (529 s.), e di quelli del fascicolo
          del  pubblico  ministero  (433),  se  non dopo la pronuncia
          della  sentenza  in  grado  di  appello  (605).  E'  sempre
          consentita  la  pubblicazione  degli atti utilizzati per le
          contestazioni (500, 503).
              4.  E'  vietata la pubblicazione, anche parziale, degli
          atti  del  dibattimento  celebrato  a porte chiuse nei casi
          previsti  dall'art.  472,  commi  1  e  2.  In tali casi il
          giudice  sentite  le  parti,  puo'  disporre  il divieto di
          pubblicazione  anche  degli  atti  o  di  parte  degli atti
          utilizzati    per   le   contestazioni,   il   divieto   di
          pubblicazione   cessa  comunque  quando  sono  trascorsi  i
          termini stabiliti dalla legge sugli archivi di Stato ovvero
          e'  trascorso  il  termine  di  dieci  anni  dalla sentenza
          irrevocabile  (648)  e  la pubblicazione e' autorizzata dal
          Ministro di grazia e giustizia.
              5.  Se  non  si  procede  al  dibattimento, il giudice,
          sentite le parti, puo' disporre il divieto di pubblicazione
          di  atti o di parte di atti quando la pubblicazione di essi
          puo'  offendere  il buon costume o comportare la diffusione
          di  notizie  sulle quali la legge prescrive di mantenere il
          segreto  nell'interesse dello Stato (256-258, 261-263 c.p.)
          ovvero  causare pregiudizio alla riservatezza dei testimoni
          o   delle   parti   private.  Si  applica  la  disposizione
          dell'ultimo periodo del comma 4.
              6.  E'  vietata  la  pubblicazione  delle generalita' e
          dell'immagine  dei  minorenni  testimoni,  persone offese o
          danneggiati  dal  reato  fino  a  quando  non sono divenuti
          maggiorenni.   E'  altresi'  vietata  la  pubblicazione  di
          elementi  che anche indirettamente possano comunque portare
          alla  identificazione  dei suddetti minorenni. Il tribunale
          per  i  minorenni nell'interesse esclusivo del minorenne, o
          il minorenne che ha compiuto i sedici anni, puo' consentire
          la pubblicazione.
              7.  E' sempre consentita la pubblicazione del contenuto
          di atti non coperti dal segreto.».
              - L'art. 2 della legge 30 aprile 1998, n. 122, recante:
          «Differimento  di  termini  previsti  dalla legge 31 luglio
          1997,  n. 249, relativi all'Autorita' per le garanzie nelle
          comunicazioni, nonche' norme in materia di programmazione e
          di interruzioni pubblicitarie televisive», pubblicata nella
          Gazzetta Ufficiale 30 aprile 1998, n. 99, e' il seguente:
              «Art.   2   (Promozione  della  distribuzione  e  della
          produzione  di opere europee). - 1. Le emittenti televisive
          nazionali,    indipendentemente    dalla   codifica   delle
          trasmissioni,  riservano  di norma alle opere europee, come
          definite  dalla  direttiva  89/552/CEE,  del Consiglio, del
          3 ottobre  1989,  come modificata dalla direttiva 97/36/CE,
          del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 1997,
          piu' della meta' del tempo mensile di trasmissione, escluso
          il  tempo  dedicato  a  notiziari, manifestazioni sportive,
          giochi televisivi, pubblicita', servizi teletext, talk show
          o  televendite,  anche con riferimento alle fasce orarie di
          maggiore  ascolto.  Tale  percentuale deve essere ripartita
          tra  i  diversi  generi  di opere europee e deve riguardare
          opere  prodotte,  per  almeno la meta', negli ultimi cinque
          anni.  L'Autorita'  per  le  garanzie  nelle comunicazioni,
          decorsi  cinque  anni dalla data di entrata in vigore della
          presente  legge,  ridefinisce le quote di riserva di cui al
          presente comma in conformita' della normativa comunitaria.
              2.   Le   quote   di   riserva  previste  nel  presente
          articolo comprendono   anche   i   film  e  i  prodotti  di
          animazione    specificamente   rivolti   ai   minori.   Con
          regolamento dell'autorita' di Governo competente in materia
          di  spettacolo  sono stabiliti i criteri per l'assegnazione
          della nazionalita' italiana ai prodotti audiovisivi ai fini
          degli  accordi  di  coproduzione  e  di  partecipazione  in
          associazione, sulla base degli stessi criteri in vigore per
          i film, in quanto compatibili.
              3.  I  concessionari  televisivi nazionali riservano di
          norma   alle   opere   europee   realizzate  da  produttori
          indipendenti   almeno   il   10  per  cento  del  tempo  di
          diffusione,   escluso   il   tempo  dedicato  a  notiziari,
          manifestazioni  sportive,  giochi  televisivi, pubblicita',
          servizi  teletext,  talk  show o televendite. Per le stesse
          opere  la  societa'  concessionaria  del  servizio pubblico
          riserva  ai produttori indipendenti una quota minima del 20
          per cento.
              4.  Ai  fini  della  presente  legge  sono  considerati
          produttori  indipendenti  gli  operatori  di  comunicazione
          europei  che svolgono attivita' di produzioni audiovisive e
          che   non  sono  controllati  da  o  collegati  a  soggetti
          destinatari  di concessione, di licenza o di autorizzazione
          per  la  diffusione radiotelevisiva o che per un periodo di
          tre anni non destinino almeno il 90 per cento della propria
          produzione   ad   una   sola   emittente.   Ai   produttori
          indipendenti  sono  altresi'  attribuite  quote  di diritti
          residuali derivanti dalla limitazione temporale dei diritti
          di   utilizzazione  televisiva  acquisiti  dagli  operatori
          radiotelevisivi  secondo i criteri stabiliti dall'Autorita'
          per le garanzie nelle comunicazioni.
              5.  Le emittenti televisive soggette alla giurisdizione
          italiana,     indipendentemente    dalle    modalita'    di
          trasmissione,  riservano  una quota dei loro introiti netti
          annui   derivanti   da   pubblicita'   alla   produzione  e
          all'acquisto  di  programmi audiovisivi, compresi i film in
          misura  non inferiore al 40 per cento della quota suddetta,
          e   di  programmi  specificamente  rivolti  ai  minori,  di
          produzioni  europee,  ivi  comprese  quelle  realizzate  da
          produttori  indipendenti.  Tale  quota  non  puo'  comunque
          essere  inferiore al 10 per cento degli introiti stessi. La
          concessionaria   del   servizio   pubblico  radiotelevisivo
          destina una quota, stabilita dal contratto di servizio, dei
          proventi   complessivi   dei  canoni  di  abbonamento  alla
          produzione   delle   opere  europee,  ivi  comprese  quelle
          realizzate   da   produttori   indipendenti.   A  decorrere
          dall'anno   1999,  le  quote  stabilite  nel  contratto  di
          servizio  non  possono  essere  inferiori  al 20 per cento.
          All'interno  di  queste  quote,  nel  contratto di servizio
          dovra'  essere  stabilita  una  riserva di produzione, o di
          acquisto  da produttori indipendenti italiani o europei, di
          cartone  animato  appositamente  prodotto per la formazione
          dell'infanzia.
              6.   I   vincoli   di  cui  al  presente  articolo sono
          verificati   su   base   annua,  sia  in  riferimento  alla
          programmazione  giornaliere  sia  a  quella della fascia di
          maggiore  ascolto  cosi come definita dall'Autorita' per le
          garanzie nelle comunicazioni.
              7.  Sono  abrogati l'art. 26 della legge 6 agosto 1990,
          n.  223,  e l'art. 55 della legge 4 novembre 1965, n. 1213,
          come  sostituito  dall'art. 12 del decreto-legge 14 gennaio
          1994,  n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 1°
          marzo 1994, n. 153.
              8.  Con  regolamento da emanarsi ai sensi dell'art. 17,
          comma  2,  della  legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta
          dell'autorita'   di   Governo   competente  in  materia  di
          spettacolo, fatte salve le competenze dell'Autorita' per le
          garanzie  nelle  comunicazioni  di cui all'art. 1, comma 6,
          lettera  b), numero 4), della legge 31 luglio 1997, n. 249,
          di  concerto  con  il  Ministro  delle  comunicazioni, sono
          disciplinate le modalita' di sfruttamento dei film italiani
          e  stranieri  da parte delle emittenti televisive, anche in
          considerazione  dell'intervento  pubblico  ai  sensi  della
          legge  4  novembre  1965,  n. 1213, e della legge 14 agosto
          1971, n. 819.
              9.  Le emittenti televisive soggette alla giurisdizione
          italiana  autorizzate  alla  diffusione  via  satellite sul
          territorio   nazionale  e  all'estero  hanno  l'obbligo  di
          promuovere  e pubblicizzare le opere audiovisive italiane e
          dell'unione  europea,  secondo  le  modalita'  definite con
          regolamento    dell'Autorita'   per   le   garanzie   nelle
          comunicazioni.
              10.  La  concessionaria  del  servizio pubblico riserva
          spazi   diffusivi  nelle  reti  via  satellite  alle  opere
          audiovisive e ai film europei.
              11.   Fino   alla  data  di  entrata  in  vigore  della
          disciplina  complessiva del sistema delle comunicazioni, le
          disposizioni  di  cui al presente articolo non si applicano
          alle  emittenti  nazionali  le  cui trasmissioni consistono
          prevalentemente   in   programmi   di   televendita  e  non
          comprendono  programmi  tradizionali, ai sensi della citata
          direttiva   89/552/CEE   come  modificata  dalla  direttiva
          97/36/CE.
              12.  Le  emittenti  radiotelevisive  private  che hanno
          presentato  ricorso in sede di giurisdizione amministrativa
          avverso   i  provvedimenti  di  diniego  della  domanda  di
          concessione  inoltrata  ai sensi della legge 6 agosto 1990,
          n.  223,  e successive modificazioni, definito con sentenza
          di  rigetto  in primo grado, possono esercitare l'attivita'
          radiotelevisiva  privata  fino  al  passaggio  in giudicato
          della  sentenza  stessa e, comunque, non oltre i termini di
          cui all'art. 1, comma 1, della presente legge, a condizione
          che  alla  data  di entrata in vigore della legge 31 luglio
          1997,  n.  249,  le emittenti stesse fossero legittimamente
          operanti in base ad un provvedimento giurisdizionale.
              13.  Le  disposizioni  del  presente  articolo  non  si
          applicano  alle emittenti televisive che si rivolgono ad un
          pubblico   locale  e  che  non  fanno  parte  di  una  rete
          nazionale.».


Note all'art. 11:
              -  Per  l'art. 2 della legge 30 aprile 1998, n. 122, si
          vedano note all'art. 10.
              -  L'art.  5  del regolamento concernente la promozione
          della  distribuzione e della produzione di opere europee di
          cui alla deliberazione dell'Autorita' per le garanzie nelle
          comunicazioni  16 marzo  1999,  n. 9/1999, pubblicata nella
          Gazzetta  Ufficiale  n.  119  del  24 maggio  1999,  e'  il
          seguente:
              «Art.  5  (Deroga  per  i canali tematici). - I singoli
          canali    tematici    possono   richiedere   all'Autorita',
          illustrandone  i  motivi,  la deroga totale o parziale agli
          obblighi  di  riserva  di emissione e di investimento cosi'
          come definiti nel presente regolamento»

 

Note all'art. 12:
              - L'art. 1 della legge 30 aprile 1998, n. 122, recante:
          «Differimento  di  termini  previsti  dalla legge 31 luglio
          1997,  n. 249, relativi all'Autorita' per le garanzie nelle
          comunicazioni, nonche' norme in materia di programmazione e
          di  interruzioni pubblicitarie televisive, pubblicata nella
          Gazzetta Ufficiale 30 aprile 1998, n. 99, e' il seguente:
              «Art.   1   (Differimento   di  termini  relativi  alle
          concessioni  televisive  e ulteriori disposizioni sul piano
          nazionale  delle  frequenze).  -  1.  Le date previste come
          termini  nei  commi 1 e 2 dell'art. 3 della legge 31 luglio
          1997,   n.   249,  nonche',  limitatamente  alla  rete  non
          eccedente,  la  data  del 30 aprile 1998 di cui al comma 11
          del medesimo art. 3, sono posticipate di nove mesi.
              2.  Il  parere  delle  regioni  sul  piano nazionale di
          assegnazione  delle  frequenze  di cui all'art. 2, comma 6,
          della  legge  31  luglio  1997, n. 249, e' reso da ciascuna
          regione   nel  termine  di  trenta  giorni  dalla  data  di
          ricezione dello schema di piano, decorso il quale il parere
          si intende reso favorevolmente.
              3.  L'Autorita'  per  le  garanzie  nelle comunicazioni
          adotta  il  piano nazionale di assegnazione delle frequenze
          anche in assenza dell'intesa con le regioni Valle d'Aosta e
          Friuli-Venezia  Giulia e con le province autonome di Trento
          e  di  Bolzano  prevista  dall'art. 2, comma 6, della legge
          31 luglio  1997,  n.  249,  qualora  detta  intesa  non sia
          raggiunta entro il termine di sessanta giorni dalla data di
          ricezione   dello  schema  di  piano.  L'Autorita'  per  le
          garanzie nelle comunicazioni, allo scopo, promuove apposite
          iniziative  finalizzate  al  raggiungimento dell'intesa. In
          sede  di adozione del piano nazionale di assegnazione delle
          frequenze,  l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni
          indica  i  motivi  e  le ragioni di interesse nazionale che
          hanno     determinato    la    necessita'    di    decidere
          unilateralmente.
              4.  Il  comma 2 dell'art. 6 del decreto-legge 27 agosto
          1993,  n.  323,  convertito, con modificazioni, dalla legge
          27 ottobre  1993,  n.  422,  come  modificato  dal comma 15
          dell'art.  1  del  decreto-legge  23 ottobre  1996, n. 545,
          convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  23 dicembre
          1996, n. 650, e' sostituito dal seguente:
              «2.  In  attesa  dell'adozione  del  piano nazionale di
          assegnazione    delle   frequenze,   il   Ministero   delle
          comunicazioni   autorizza,   attraverso   i  propri  organi
          periferici,  modifiche  degli  impianti  di radiodiffusione
          sonora   e   televisiva  e  dei  connessi  collegamenti  di
          telecomunicazione  censiti  ai sensi dell'art. 32, comma 3,
          della   legge   6   agosto   1990,  n.  223,  nel  caso  di
          trasferimento,  a qualsiasi titolo, della sede dell'impresa
          o della sede di messa in onda, ovvero nel caso di sfratto o
          finita  locazione  dei singoli impianti. Il Ministero delle
          comunicazioni  autorizza,  in  ogni  caso, il trasferimento
          degli impianti di radiodiffusione per esigenze di carattere
          urbanistico,  ambientale o sanitario ovvero per ottemperare
          a obblighi di legge».
              5.  Fermo  restando  quanto  stabilito  dal comma 4, il
          Ministero  delle  comunicazioni, attraverso i propri organi
          periferici,   autorizza  le  modifiche  degli  impianti  di
          radiodiffusione   sonora   e   televisiva  e  dei  connessi
          collegamenti   di   telecomunicazione,   censiti  ai  sensi
          dell'art.  32,  comma 3, della legge 6 agosto 1990, n. 223,
          per  la  compatibilizzazione  radioelettrica,  nonche'  per
          l'ottimizzazione  e la razionalizzazione delle aree servite
          da  ciascuna emittente legittimamente operante alla data di
          entrata  in vigore della legge 31 luglio 1997, n. 249. Tali
          modifiche devono essere attuate su base non interferenziale
          con  altri  utilizzatori  dello  spettro  radio  e  possono
          consentire   anche   un  limitato  ampliamento  delle  aree
          servite.
              6.   Gli   organi   periferici   del   Ministero  delle
          comunicazioni   provvedono  in  ordine  alle  richieste  di
          autorizzazione  di cui ai commi 4 e 5 entro sessanta giorni
          dalla richiesta. Le autorizzazioni costituiscono titolo per
          la  variazione dei provvedimenti concessori delle emittenti
          interessate.
              7.  In  attesa  della  adozione  del piano nazionale di
          assegnazione    delle    frequenze,    gli    impianti   di
          radiodiffusione  sonora  e  televisiva  e i collegamenti di
          telecomunicazione,  legittimamente  operanti  in  virtu' di
          provvedimento  della  magistratura che non siano oggetto di
          situazione   interferenziale   e   non   siano  tra  quelli
          risultanti   inesistenti  nelle  verifiche  dei  competenti
          organi  del  Ministero  delle comunicazioni, possono essere
          oggetto  di  cessione  ai  sensi dell'art. 1, comma 13, del
          decreto-legge  23 ottobre  1996,  n.  545,  convertito, con
          modificazioni,  dalla  legge  23 dicembre  1996, n. 650. Ai
          soggetti  di  cui  al  medesimo art. 1, comma 13, a cui sia
          stata   rilasciata   piu'   di   una   concessione  per  la
          radiodiffusione sonora, e' consentita la cessione di intere
          emittenti  a  societa'  di  capitali di nuova costituzione.
          Agli  stessi  soggetti  e'  consentito inoltre di procedere
          allo scorporo mediante scissione delle emittenti oggetto di
          concessione.
              8.  Il comma 17 dell'art. 3 della legge 31 luglio 1997,
          n. 249, e' sostituito dal seguente:
              «17.  Le imprese di radiodiffusione sonora e televisiva
          operanti  in  ambito locale e le imprese di radiodiffusione
          sonora  operanti  in  ambito  nazionale  possono effettuare
          collegamenti  in  diretta  sia attraverso ponti mobili, sia
          attraverso  collegamenti temporanei funzionanti su base non
          interferenziale con altri utilizzatori dello spettro radio,
          in   occasione   di   avvenimenti   di  cronaca,  politica,
          spettacolo, cultura, sport e attualita'. Le stesse imprese,
          durante  la  diffussione  dei  programmi  e  sulle,  stesse
          frequenze    assegnate,    possono   trasmettere   dati   e
          informazioni  all'utenza. La concessione costituisce titolo
          per  l'utilizzazione  dei  ponti  mobili e dei collegamenti
          temporanei,  nonche'  per  trasmettere  dati e informazioni
          all'utenza».


Note all'art. 14:
              -  Gli  articoli 15 e 16 della direttiva 2002/21/CE del
          Parlamento  europeo  e  del  consiglio del 7 marzo 2002 che
          istituisce  un  quadro  normativo  comune  per le reti ed i
          servizi  di  comunicazione  elettronica (direttiva quadro),
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee
          legge n. 108/33 del 24 aprile 2002, sono i seguenti:
              «Art.  15 (Procedura per la definizione dei mercati). -
          1.  Previa  consultazione  pubblica  e  consultazione delle
          autorita'  nazionali  di  regolamentazione,  la Commissione
          adotta  una  raccomandazione  avente  ad  oggetto i mercati
          rilevanti  dei  servizi  e  dei  prodotti (in prosieguo «la
          raccomandazione»).     La     raccomandazione    individua,
          conformemente  all'allegato 1, i mercati dei prodotti e dei
          servizi   all'interno   del   settore  delle  comunicazioni
          elettroniche   le   cui   caratteristiche   siano  tali  da
          giustificare  l'imposizione di obblighi di regolamentazione
          stabiliti   dalle  direttive  particolari  senza  che  cio'
          pregiudichi  la  individuazione  di  altri  mercati in casi
          specifici  di  applicazione delle regole di concorrenza. La
          Commissione  definisce  i  mercati  in base ai principi del
          diritto   della   concorrenza.   La  Commissione  riesamina
          periodicamente la raccomandazione.
              2.  La  Commissione  provvede a pubblicare orientamenti
          per   l'analisi   del   mercato   e   la   valutazione  del
          significativo   potere   di   mercato  (in  prosieguo  «gli
          orientamenti»)  conformi  ai  principi  del  diritto  della
          concorrenza  entro  la  data  di  entrata  in  vigore della
          presente direttiva.
              3.  Le autorita' nazionali di regolamentazione, tenendo
          nel  massimo  conto  la raccomandazione e gli orientamenti,
          definiscono   i   mercati   rilevanti  corrispondenti  alla
          situazione  nazionale,  in  particolare  mercati geografici
          rilevanti  nel  loro  territorio, conformemente ai principi
          del  diritto  della  concorrenza. Prima di definire mercati
          che    differiscono    da    quelli    contemplati    nella
          raccomandazione, le autorita' nazionali di regolamentazione
          applicano la procedura di cui agli articoli 6 e 7.
              4.  Previa  consultazione  delle autorita' nazionali di
          regolamentazione,  la  Commissione puo', conformemente alla
          procedura  di  cui  all'art.  22, paragrafo 3, adottare una
          decisione    relativa    all'individuazione   dei   mercati
          transnazionali».
              «Art.  16  (Procedura  per l'analisi del mercato). - 1.
          Non  appena possibile dopo l'adozione della raccomandazione
          o  dopo  ogni  suo  successivo  aggiornamento, le autorita'
          nazionali  di  regolamentazione  effettuano  un'analisi dei
          mercati   rilevanti   tenendo   nel   massimo   conto   gli
          orientamenti.  Gli Stati membri provvedono affinche' questa
          analisi  sia effettuata, se del caso, in collaborazione con
          le autorita' nazionali garanti della concorrenza.
              2.  Quando l'autorita' nazionale di regolamentazione E'
          tenuta,  ai  sensi  degli  articoli 16,  17,  18 o 19 della
          direttiva  2002/22/CE  (direttiva servizio universale) o ai
          sensi  degli  articoli 7  e  8  della  direttiva 2002/19/CE
          (direttiva  accesso), a decidere in merito all'imposizione,
          al  mantenimento, alla modifica o alla revoca di obblighi a
          carico  delle imprese, essa determina, in base alla propria
          analisi  di  mercato  di  cui  al  paragrafo 1 del presente
          articolo,  se  uno dei mercati rilevanti sia effettivamente
          concorrenziale.
              3.  Se  conclude  che  tale  mercato  E' effettivamente
          concorrenziale,  l'autorita'  nazionale di regolamentazione
          non   impone   ne'   mantiene  nessuno  degli  obblighi  di
          regolamentazione  specifici  di cui al paragrafo 2. Qualora
          siano  gia'  in  applicazione  obblighi di regolamentazione
          settoriali,  li  revoca  per  le  imprese  operanti in tale
          mercato  rilevante.  La revoca degli obblighi e' comunicata
          alle parti interessate con un congruo preavviso.
              4.  Qualora  accerti  che  un  mercato rilevante non e'
          effettivamente   concorrenziale  l'autorita'  nazionale  di
          regolamentazione  individua le imprese che dispongono di un
          significativo potere di mercato conformemente all'art. 13 e
          impone a tali imprese gli appropriati specifici obblighi di
          regolamentazione   di  cui  al  paragrafo  2  del  presente
          articolo ovvero mantiene in vigore o modifica tali obblighi
          laddove gia' esistano.
              5.  Nel  caso  dei  mercati  transnazionali  paneuropei
          individuati nella decisione di cui all'art. 15, paragrafo 3
          le  autorita'  nazionali  di  regolamentazione  interessate
          effettuano congiuntamente l'analisi di mercato, tenendo nel
          massimo   conto  gli  orientamenti,  e  si  pronunciano  di
          concerto  in  merito all'imposizione, al mantenimento, alla
          modifica  o  alla revoca di obblighi di regolamentazione di
          cui al paragrafo 2 del presente articolo.
              6. Le misure di cui ai paragrafi 3, 4 e 5 sono adottate
          secondo la procedura di cui agli articoli 6 e 7».
              -  Il  testo dell'art. 2, legge 31 luglio 1997, n. 249,
          recante:  «Istituzione dell'Autorita' per le garanzie nelle
          comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e
          radiotelevisivo», pubblicata nel Supplemento ordinario alla
          Gazzetta  Ufficiale 31 luglio 1997, n. 177, come modificato
          dalla legge qui pubblicata, e' il seguente:
              «Art.   2   (Divieto  di  posizioni  dominanti).  -  1.
          (Abrogato).
              2.  Gli atti giuridici, le operazioni di concentrazione
          e  le  intese  che  contrastano  con  i  divieti  di cui al
          presente articolo, sono nulli.
              3. I soggetti che operano nei settori di cui al comma 1
          sono  obbligati  a comunicare all'Autorita' e all'Autorita'
          garante  della  concorrenza  e  del  mercato le intese e le
          operazioni  di  concentrazione  di  cui  sono parti al fine
          dell'esercizio delle rispettive competenze.
              4.  L'Autorita' vigila sull'andamento e sull'evoluzione
          dei mercati relativi ai settori di cui al comma 1, rendendo
          pubblici  con  apposite  relazioni  annuali al Parlamento i
          risultati delle analisi effettuate.
              5.  L'Autorita'  con  proprio regolamento, adottato nel
          rispetto dei criteri di partecipazione e trasparenza di cui
          alla   legge   7   agosto   1990,   n.  241,  e  successive
          modificazioni,  disciplina  i provvedimenti di cui al comma
          7, i relativi procedimenti e le modalita' di comunicazione.
          In   particolare  debbono  essere  assicurati  la  notifica
          dell'apertura  dell'istruttoria ai soggetti interessati, la
          possibilita'  di  questi di presentare proprie deduzioni in
          ogni  stadio  dell'istruttoria, il potere dell'Autorita' di
          richiedere  ai  soggetti interessati e a terzi che ne siano
          in  possesso di fornire informazioni e di esibire documenti
          utili  all'istruttoria  stessa.  L'Autorita'  e'  tenuta  a
          rispettare  gli  obblighi  di  riservatezza  inerenti  alla
          tutela   delle   persone   o   delle  imprese  su  notizie,
          informazioni  e  dati  in  conformita'  alla  normativa  in
          materia  di  tutela  delle  persone  e  di  altri  soggetti
          rispetto al trattamento di dati personali.
              6. Nel piano nazionale di assegnazione delle frequenze,
          redatto  per l'ubicazione degli impianti sentite le regioni
          e,  al fine di tutelare le minoranze linguistiche, d'intesa
          con  le regioni Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia e con
          le  province  autonome  di Trento e di Bolzano, l'Autorita'
          fissa  il  numero delle reti e dei programmi irradiabili in
          ambito  nazionale  e  locale, tenendo conto dell'evoluzione
          tecnologica   e   delle  frequenze  pianificate  secondo  i
          seguenti criteri:
                a) localizzazione comune degli impianti;
                b) parametri   radioelettrici   stabiliti   in   modo
          uniforme  secondo standard internazionalmente riconosciuti,
          tenendo  conto  di  un  adeguato  periodo  transitorio  per
          adeguare la situazione attuale;
                c) segnali ricevibili senza disturbi;
                d) riserve di frequenza per la diffusione del segnale
          radiofonico  e  televisivo  con  tecnologia digitale ed uso
          integrato  del  satellite,  del  cavo  e dei ponti radio su
          frequenze  terrestri per i collegamenti tra gli impianti di
          radiodiffusione;
                e) riserva  in  favore  dell'emittenza  televisiva in
          ambito  locale  di un terzo dei canali irradiabili per ogni
          bacino   di   utenza;   ulteriori  risorse  possono  essere
          assegnate   all'emittenza   locale   successivamente   alla
          pianificazione.   I   bacini   televisivi   sono  di  norma
          coincidenti   con   il  territorio  della  regione,  quelli
          radiofonici con il territorio della provincia;
                f)   equivalenza,  nei  limiti  delle  compatibilita'
          tecniche, in termini di copertura del territorio e comunque
          bilanciamento,  su tutte le emittenti in ambito nazionale e
          locale,    dell'eventuale    insufficienza   di   frequenze
          disponibili in alcune aree di servizio;
                g) riserve  per  la diffusione dei canali irradiabili
          per  la  diffusione del segnale radiofonico e televisivo di
          emittenti  estere  in  favore  delle minoranze linguistiche
          riconosciute  e  per emittenti locali che trasmettono nelle
          lingue delle stesse minoranze.
              7.    L'Autorita',    adeguandosi   al   mutare   delle
          caratteristiche  dei mercati, ferma restando la nullita' di
          cui  al  comma  2,  adotta  i  provvedimenti  necessari per
          eliminare  o impedire il formarsi delle posizioni di cui al
          comma  1  o  comunque  lesive  del  pluralismo.  Qualora ne
          riscontri l'esistenza, apre un'istruttoria nel rispetto del
          principio  del  contraddittorio,  al  termine  della  quale
          interviene  affinche'  esse vengano sollecitamente rimosse;
          qualora  accerti  il  compimento  di  atti  o di operazioni
          idonee  a  determinare  una situazione vietata ai sensi dei
          commi  1  e  2  ne  inibisce  la  prosecuzione  e ordina la
          rimozione  degli  effetti. Ove l'Autorita' ritenga di dover
          disporre  misure  che incidano sulla struttura dell'impresa
          imponendo  dismissioni  di aziende o di rami di azienda, e'
          tenuta  a  determinare  nel provvedimento stesso un congruo
          termine  entro  il  quale provvedere alla dismissione; tale
          termine  non  puo' essere comunque superiore a dodici mesi.
          In   ogni  caso  le  disposizioni  relative  ai  limiti  di
          concentrazione  di cui al presente articolo si applicano in
          sede  di  rilascio  ovvero  di  rinnovo delle concessioni e
          delle autonzzazioni..
              8. - 11. (Abrogati).
              12.   L'Autorita',  in  occasione  della  relazione  al
          Parlamento    sulle    caratteristiche   dei   mercati   di
          riferimento,    deve   pronunciarsi   espressamente   sulla
          adeguatezza dei limiti indicati nel presente articolo.
              13.  Al  fine  di  favorire la progressiva affermazione
          delle  nuove  tecnologie  trasmissive,  ai  destinatari  di
          concessioni   radiotelevisive   in   chiaro   su  frequenze
          terrestri     e'    consentita,    previa    autorizzazione
          dell'Autorita',  la  trasmissione simultanea su altri mezzi
          trasmissivi.
              14. (Abrogato).
              15. (Abrogato).
              16.   Ai  fini  della  individuazione  delle  posizioni
          dominanti vietate nel sistema integrato delle comunicazioni
          si   considerano   anche   le  partecipazioni  al  capitale
          acquisite  o  comunque possedute per il tramite di societa'
          anche  indirettamente controllate, di societa' fiduciarie o
          per   interposta   persona.  Si  considerano  acquisite  le
          partecipazioni  che  vengono  ad appartenere ad un soggetto
          diverso  da  quello cui appartenevano precedentemente anche
          in  conseguenza  o in connessione ad operazioni di fusione,
          scissione,  scorporo,  trasferimento d'azienda o simili che
          interessino  tali  soggetti.  Allorche'  tra i diversi soci
          esistano  accordi,  in  qualsiasi forma conclusi, in ordine
          all'esercizio concertato del voto, o comunque alla gestione
          della  societa', diversi dalla mera consultazione tra soci,
          ciascuno  dei soci e' considerato come titolare della somma
          di  azioni  o  quote detenute dai soci contraenti o da essi
          controllate.
              17. Ai fini della presente legge il controllo sussiste,
          anche  con  riferimento  a soggetti diversi dalle societa',
          nei  casi  previsti  dall'art. 2359, commi primo e secondo,
          del codice civile.
              18.  Il  controllo  si  considera esistente nella forma
          dell'influenza  dominante, salvo prova contraria, allorche'
          ricorra una delle seguenti situazioni:
                a) esistenza  di  un  soggetto che, da solo o in base
          alla concertazione con altri soci, abbia la possibilita' di
          esercitare la maggioranza dei voti dell'assemblea ordinaria
          o   di   nominare   o   revocare   la   maggioranza   degli
          amministratori;
                b) sussistenza   di  rapporti,  anche  tra  soci,  di
          carattere  finanziario o organizzativo o economico idonei a
          conseguire uno dei seguenti effetti:
                  1) la trasmissione degli utili e delle perdite;
                  2) il coordinamento della gestione dell'impresa con
          quella  di  altre  imprese ai fini del perseguimento di uno
          scopo comune;
                  3)  l'attribuzione  di  poteri  maggiori rispetto a
          quelli derivanti dalle azioni o dalle quote possedute;
                  4)  l'attribuzione  a  soggetti  diversi  da quelli
          legittimati  in  base  all'assetto  proprietario  di poteri
          nella  scelta  degli  amministratori  e dei dirigenti delle
          imprese;
                c) l'assoggettamento  a  direzione  comune,  che puo'
          risultare   anche   in   base  alle  caratteristiche  della
          composizione   degli  organi  amministrativi  o  per  altri
          significativi e qualificati elementi.
              18.  Il  controllo  si  considera esistente nella forma
          dell'influenza  dominante, salvo prova contraria, allorche'
          ricorra una delle seguenti situazioni:
                a) esistenza  di  un  soggetto che, da solo o in base
          alla concertazione con altri soci, abbia la possibilita' di
          esercitare la maggioranza dei voti dell'assemblea ordinaria
          o   di   nominare   o   revocare   la   maggioranza   degli
          amministratori;
                b) sussistenza   di  rapporti,  anche  tra  soci,  di
          carattere  finanziario o organizzativo o economico idonei a
          conseguire uno dei seguenti effetti:
                  1) la trasmissione degli utili e delle perdite;
                  2) il coordinamento della gestione dell'impresa con
          quella  di  altre  imprese ai fini del perseguimento di uno
          scopo comune;
                  3)  l'attribuzione  di  poteri  maggiori rispetto a
          quelli derivanti dalle azioni o dalle quote possedute;
                  4)  l'attribuzione  a  soggetti  diversi  da quelli
          legittimati  in  base  all'assetto  proprietario  di poteri
          nella  scelta  degli  amministratori  e dei dirigenti delle
          imprese;
                c) l'assoggettamento  a  direzione  comune,  che puo'
          risultare   anche   in   base  alle  caratteristiche  della
          composizione   degli  organi  amministrativi  o  per  altri
          significativi e qualificati elementi.
              19. Comma abrogato dalla presente legge.
              20.  Ai  fini dell'applicazione degli articoli 4, 7 e 8
          della  legge  7 agosto  1990,  n.  250,  e  dell'art. 7 del
          decreto-legge  27  agosto  1993,  n.  323,  convertito, con
          modificazioni,  dalla  legge  27  ottobre 1993, n. 422, per
          trasmissioni  quotidiane si intendono quelle effettuate nel
          limite  orario  previsto  dalle  suddette disposizioni, con
          frequenza  non  inferiore a cinque giorni alla settimana o,
          in alternativa, a centoventi giorni al semestre.».
Note all'art. 15
              -  Per  l'art.  2, commi 17 e 18, della legge 31 luglio
          1997, n. 249, si vedano note all'art. 14.
              -  L'art. 1, comma 6, lettera a), numero 5) della legge
          31    luglio    1997,   n.   249,   recante:   «Istituzione
          dell'Autorita'  per le garanzie nelle comunicazioni e norme
          sui  sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo», e'
          pubblicata   nel   supplemento   ordinario   alla  Gazzetta
          Ufficiale 31 luglio 1997, n. 177, e' il seguente:
              «Art.    1    (Autorita'    per   le   garanzie   nelle
          comunicazioni). - (Omissis).
              6. Le competenze dell'Autorita' sono cosi individuate:
                a) la  commissione  per  le  infrastrutture e le reti
          esercita le seguenti funzioni:
                (omissis);
                5)  cura  la  tenuta  del registro degli operatori di
          comunicazione  al quale si devono iscrivere in virtu' della
          presente legge i soggetti destinatari di concessione ovvero
          di  autorizzazione  in base alla vigente normativa da parte
          dell'Autorita'   o  delle  amministrazioni  competenti,  le
          imprese   concessionarie   di  pubblicita'  da  trasmettere
          mediante  impianti radiofonici o televisivi o da diffondere
          su   giornali   quotidiani   o  periodici,  le  imprese  di
          produzione  e  distribuzione  dei  programmi  radiofonici e
          televisivi,   nonche'   le  imprese  editrici  di  giornali
          quotidiani,  di  periodici o riviste e le agenzie di stampa
          di  carattere  nazionale,  nonche' le imprese fornitrici di
          servizi  telematici  e  di  telecomunicazioni  ivi compresa
          l'editoria   elettronica  e  digitale;  nel  registro  sono
          altresi'  censite  le infrastrutture di diffusione operanti
          nel   territorio  nazionale.  L'Autorita'  adotta  apposito
          regolamento per l'organizzazione e la tenuta del registro e
          per  la  definizione  dei  criteri  di  individuazione  dei
          soggetti  tenuti  all'iscrizione  diversi  da  quelli  gia'
          iscritti  al  registro alla data di entrata in vigore della
          presente legge;
              (Omissis).».
              -  L'art. 18 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n.
          259, concernente: «Codice delle comunicazioni elettroniche»
          pubblicato   nel   supplemento   ordinario   alla  Gazzetta
          Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2003, e' il seguente:
              «Art.  18  (Procedura per la definizione dei mercati) -
          1.   L'Autorita',  tenendo  in  massima  considerazione  le
          Raccomandazioni relative ai mercati rilevanti di prodotti e
          servizi  del  settore  delle comunicazioni elettroniche, di
          seguito   denominate   «le  raccomandazioni»,  e  le  linee
          direttrici,  definisce i mercati rilevanti conformemente ai
          principi  del  diritto della concorrenza e sulla base delle
          caratteristiche  e  della  struttura  del mercato nazionale
          delle comunicazioni elettroniche. Prima di definire mercati
          diversi   da   quelli  individuati  nelle  raccomandazioni,
          l'Autorita'  applica la procedura di cui agli articoli 11 e
          12.».
              - Per l'art. 2, comma 7, della legge 31 luglio 1997, n.
          249, si vedano note all'art. 14.
              L'art. 2359 del codice civile e' il seguente:
              «Art. 2359 (Societa' controllate e societa' collegate).
          - Sono considerate societa' controllate:
                1) le societa' in cui un'altra societa' dispone della
          maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria;
                2)  le  societa'  in cui un'altra societa' dispone di
          voti  sufficienti  per  esercitare  un'influenza  dominante
          nell'assemblea ordinaria;
                3)  le societa' che sono sotto influenza dominante di
          un'altra   societa'   in   virtu'  di  particolari  vincoli
          contrattuali con essa.
              Ai  fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) del primo
          comma  si  computano  anche  i  voti  spettanti  a societa'
          controllate,  a societa' fiduciarie e a persona interposta:
          non si computano i voti spettanti per conto di terzi.
              Sono  considerate  collegate  le  societa'  sulle quali
          un'altra    societa'    esercita   un'influenza   notevole.
          L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria puo'
          essere  esercitato  almeno  un  quinto  dei  voti ovvero un
          decimo se la societa' ha azioni quotate in borsa.».
              -  L'art.  18 della direttiva 89/552/CEE del Consiglio,
          del   3 ottobre   1989,  come  sostituito  dalla  direttiva
          97/36/CE  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,  del
          30 giugno 1997, e' il seguente:
              «Art.  18  - 1. La proporzione di tempo di trasmissione
          destinata  agli  spot  di  televendita, spot pubblicitari e
          altre  forme di pubblicita', ad eccezione delle finestre di
          televendita di cui all'art. 18-bis, non deve superare il 20
          %  del  tempo  di  trasmissione  quotidiano.  Il  tempo  di
          trasmissione  per spot pubblicitari non deve superare il 15
          % del tempo di trasmissione quotidiano.
              2.  La  proporzione  di  spot pubblicitari e di spot di
          televendita  in  una  determinata  ora  d'orologio non deve
          superare il 20 %;
              3.  Ai  fini  del  presente  articolo, non sono inclusi
          nella nozione di «pubblicita»:
                gli   annunci   dell'emittente   relativi  ai  propri
          programmi  e ai prodotti collaterali da questi direttamente
          derivati;
                gli  annunci  di  servizio  pubblico  e gli appelli a
          scopo di beneficenza trasmessi gratuitamente.».
              -  Per  l'art.  8 della legge 6 agosto 1990, n. 223, si
          vedano note all'art. 5.
              -  La  legge 7 marzo 2001, n. 62, recante: «Nuove norme
          sull'editoria  e  sui  prodotti editoriali e modifiche alla
          legge  5 agosto  1981, n. 416» e' pubblicata nella Gazzetta
          Ufficiale 21 marzo 2001, n. 67.
 

Nota all'art. 17
              -  Per  l'art.  8 della legge 6 agosto 1990, n. 223, si
          vedano note all'art. 5.

Note all'art. 18
              -  Il  regio  decreto-legge  21 febbraio  1938, n. 246,
          convertito  dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, e successive
          modificazioni,  reca:  «Disciplina  degli  abbonamenti alle
          radioaudizioni.»,  e'  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale
          5 aprile 1938, n. 78;
              -  L'art. 161 del decreto legislativo 24 febbraio 1998,
          n.  58, recante: «testo unico delle disposizioni in materia
          di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e
          21  della  legge  6 febbraio  1996,  n. 52», pubblicato nel
          supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  26 marzo
          1998, n. 71, e' il seguente:
              «Art.  161 (Albo speciale delle societa' di revisione).
          -  1.  La  CONSOB  provvede alla tenuta di un albo speciale
          delle  societa'  di revisione abilitate all'esercizio delle
          attivita' previste dagli articoli 155 e 158.
              2. La CONSOB iscrive le societa' di revisione nell'albo
          speciale   previo   accertamento   dei  requisiti  previsti
          dall'art.  6,  comma  1, del decreto legislativo 27 gennaio
          1992, n. 88, e del requisito di idoneita' tecnica. Non puo'
          essere iscritta nell'albo speciale la societa' di revisione
          il  cui  amministratore  si  trovi  in una delle situazioni
          previste  dall'art.  8,  comma  1,  del decreto legislativo
          27 gennaio 1992, n. 88.
              3.  Le  societa'  di  revisione  costituite  all'estero
          possono  essere  iscritte  nell'albo  se  in  possesso  dei
          requisiti  previsti  dal comma 2. Tali societa' trasmettono
          alla  CONSOB  una  situazione  contabile  annuale  riferita
          all'attivita'   di  revisione  e  organizzazione  contabile
          esercitata in Italia.
              4.  Per l'iscrizione nell'albo le societa' di revisione
          devono essere munite di idonea garanzia prestata da banche,
          assicurazioni  o intermediari iscritti nell'elenco speciale
          previsto dall'art. 107 del decreto legislativo 1° settembre
          1993,   n.   385,   a   copertura   dei   rischi  derivanti
          dall'esercizio dell'attivita' di revisione contabile.».

Note all'art. 20:
              - L'art. 135 della Costituzione e' il seguente:
              «Art.  135.  -  La  Corte costituzionale e' composta di
          quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della
          Repubblica,  per un terzo dal Parlamento in seduta comune e
          per  un  terzo  dalle  supreme  magistrature  ordinaria  ed
          amministrative.
              I  giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i
          magistrati  anche  a  riposo  delle giurisdizioni superiori
          ordinaria  ed  amministrative,  i  professori  ordinari  di
          universita' in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti
          anni d'esercizio.
              I  giudici della Corte costituzionale sono nominati per
          nove  anni,  decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del
          giuramento, e non possono essere nuovamente nominati.
              Alla  scadenza  del  termine  il giudice costituzionale
          cessa dalla carica e dall'esercizio delle funzioni.
              La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme
          stabilite  dalla legge, il Presidente, che rimane in carica
          per  un  triennio, ed e' rieleggibile, fermi in ogni caso i
          termini di scadenza dall'ufficio di giudice.
              L'ufficio  di  giudice della Corte e' incompatibile con
          quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale,
          con  l'esercizio  della  professione di avvocato e con ogni
          carica ed ufficio indicati dalla legge.
              Nei   giudizi   d'accusa  contro  il  Presidente  della
          Repubblica  intervengono,  oltre  i  giudici ordinari della
          Corte,  sedici  membri  tratti  a  sorte  da  un  elenco di
          cittadini   aventi   i   requisiti  per  l'eleggibilita'  a
          senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante
          elezione  con  le  stesse modalita' stabilite per la nomina
          dei giudici ordinari.».
              - L'art. 2366 del codice civile e' il seguente:
                 «Art.  2366  (Formalita'  per  la  convocazione).  -
          L'assemblea   e'   convocata  dagli  amministratori  o  dal
          consiglio    di   gestione   mediante   avviso   contenente
          l'indicazione    del   giorno,   dell'ora   e   del   luogo
          dell'adunanza e l'elenco delle materie da trattare.
              L'avviso   deve   essere   pubblicato   nella  Gazzetta
          Ufficiale  della  Repubblica  o  in  almeno  un  quotidiano
          indicato  nello  statuto  almeno  quindici  giorni prima di
          quello  fissato  per  l'assemblea. Se i quotidiani indicati
          nello statuto hanno cessato le pubblicazioni, l'avviso deve
          essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
              Lo  statuto  delle  societa'  che  non fanno ricorso al
          mercato  del  capitale  di rischio puo', in deroga al comma
          precedente,  consentire  la  convocazione  mediante  avviso
          comunicato  ai  soci  con  mezzi  che garantiscano la prova
          dell'avvenuto   ricevimento   almeno   otto   giorni  prima
          dell'assemblea.
              In  mancanza  delle formalita' suddette, l'assemblea si
          reputa  regolarmente  costituita,  quando  e' rappresentato
          l'intero  capitale  sociale  e  partecipa  all'assemblea la
          maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di
          controllo.   Tuttavia   in   tale   ipotesi   ciascuno  dei
          partecipanti  puo' opporsi alla discussione degli argomenti
          sui quali non si ritenga sufficientemente informato.
              Nell'ipotesi  di cui al comma precedente, dovra' essere
          data  tempestiva  comunicazione delle deliberazioni assunte
          ai  componenti  degli  organi amministrativi e di controllo
          non presenti.».
              L'art. 2379 del Codice civile e' il seguente:
              «Art.  2379  (Nullita' delle deliberazioni). - Nei casi
          di  mancata  convocazione  dell'assemblea,  di mancanza del
          verbale  e  di  impossibilita' o illiceita' dell'oggetto la
          deliberazione  puo'  essere  impugnata da chiunque vi abbia
          interesse  entro  tre  anni dalla sua iscrizione o deposito
          nel  registro  delle  imprese,  se  la  deliberazione vi e'
          soggetta,  o  dalla  trascrizione  nel libro delle adunanze
          dell'assemblea,  se  la deliberazione non e' soggetta ne' a
          iscrizione  ne'  a deposito. Possono essere impugnate senza
          limiti  di  tempo le deliberazioni che modificano l'oggetto
          sociale prevedendo attivita' illecite o impossibili.
              Nei  casi  e  nei termini previsti dal precedente comma
          l'invalidita' puo' essere rilevata d'ufficio dal giudice.
              Ai   fini  di  quanto  previsto  dal  primo  commna  la
          convocazione   non   si   considera   mancante   nel   caso
          d'irregolarita'  dell'avviso,  se  questo  proviene  da  un
          componente  dell'organo  di  amministrazione o di controllo
          della societa' ed e' idoneo a consentire a coloro che hanno
          diritto  di intervenire di essere preventivamente avvertiti
          della  convocazione e della data dell'assemblea. Il verbale
          non  si  considera  mancante  se  contiene  la  data  della
          deliberazione  e  il  suo  oggetto  ed  e' sottoscritto dal
          presidente  dell'assemblea,  o dal presidente del consiglio
          d'amministrazione  o  del  consiglio  di sorveglianza e dal
          segretario o dal notaio.
              Si  applicano,  in  quanto  compatibili,  il  settimo e
          ottavo comma dell'art. 2377.».

Note all'art. 21:
              - Gli articoli 2501-ter, 2501-septies e 2503 del Codice
          civile sono i seguenti:
              «Art.   2501-ter  (Progetto  di  fusione).  -  L'organo
          amministrativo  delle  societa'  partecipanti  alla fusione
          redige  un  progetto  di  fusione, dal quale devono in ogni
          caso risultare:
                1)  il  tipo,  la denominazione o ragione sociale, la
          sede delle societa' partecipanti alla fusione;
                2) l'atto costitutivo della nuova societa' risultante
          dalla  fusione  o  di quella incorporante, con le eventuali
          modificazioni derivanti dalla fusione;
                3)  il  rapporto  di  cambio  delle  azioni  o quote,
          nonche' l'eventuale conguaglio in danaro;
                4)  le modalita' di assegnazione delle azioni o delle
          quote  della societa' che risulta dalla fusione o di quella
          incorporante;
                5)   la   data   dalla  quale  tali  azioni  o  quote
          partecipano agli utili;
                6)  la  data  a  decorrere  dalla quale le operazioni
          delle  societa'  partecipanti alla fusione sono imputate al
          bilancio  della  societa'  che  risulta  dalla fusione o di
          quella incorporante;
                7)   il   trattamento   eventualmente   riservato   a
          particolari  categorie  di  soci  e ai possessori di titoli
          diversi dalle azioni;
                8)  i  vantaggi  particolari eventualmente proposti a
          favore  dei  soggetti  cui  compete l'amministrazione delle
          societa' partecipanti alla fusione.
              Il  conguaglio  in  danaro  indicato  nel numero 3) del
          comma  precedente  non  puo'  essere superiore al dieci per
          cento  del  valore  nominale  delle  azioni  o  delle quote
          assegnate.
              Il  progetto  di fusione e' depositato per l'iscrizione
          nel  registro  delle  imprese  del  luogo ove hanno sede le
          societa' partecipanti alla fusione.
              Tra  l'iscrizione del progetto e la data fissata per la
          decisione in ordine alla fusione devono intercorrere almeno
          trenta  giorni,  salvo  che i soci rinuncino al termine con
          consenso unanime.».
              «Art. 2501-septies (Deposito di atti). - Devono restare
          depositati  in copia nella sede delle societa' partecipanti
          alla  fusione,  durante  i  trenta  giorni che precedono la
          decisione   in  ordine  alla  fusione,  salvo  che  i  soci
          rinuncino  al  termine  con  consenso unanime, e finche' la
          fusione sia decisa:
                1)  il  progetto di fusione con le relazioni indicate
          negli articoli 2501-quinquies e 2501-sexies;
                2) i bilanci degli ultimi tre esercizi delle societa'
          partecipanti  alla  fusione,  con le relazioni dei soggetti
          cui compete l'amministrazione e il controllo contabile;
                3)   le   situazioni   patrimoniali   delle  societa'
          partecipanti   alla   fusione  redatte  a  norma  dell'art.
          2501-quater.  I  soci  hanno diritto di prendere visione di
          questi documenti e di ottenerne gratuitamente copia.».
              «Art.  2503  (Opposizione  dei creditori). - La fusione
          puo'  essere  attuata solo dopo sessanta giorni dall'ultima
          delle  iscrizioni  previste  dall'art.  2502-bis, salvo che
          consti  il  consenso  dei  creditori  delle societa' che vi
          partecipano  anteriori  all'iscrizione  prevista  nel terzo
          comma  dell'art. 2501-ter, o il pagamento dei creditori che
          non  hanno dato il consenso, ovvero il deposito delle somme
          corrispondenti  presso una banca, salvo che la relazione di
          cui all'art. 2501-sexies sia redatta, per tutte le societa'
          partecipanti   alla   fusione,   da  un'unica  societa'  di
          revisione    la    quale   asseveri,   sotto   la   propria
          responsabilita'  ai  sensi  del  sesto  comma dell'articolo
          2501-sexies,  che  la situazione patrimoniale e finanziaria
          delle   societa'   partecipanti   alla  fusione  rende  non
          necessarie garanzie a tutela dei suddetti creditori.
              Se  non  ricorre  alcuna di tali eccezioni, i creditori
          indicati  al comma precedente possono, nel suddetto termine
          di  sessanta  giorni,  fare  opposizione. Si applica in tal
          caso l'ultimo comma dell'art. 2445.».
              -  Per il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.,
          si vedano note all'art. 18.
              -  Il  decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, pubblicato
          nella   Gazzetta   Ufficiale   1° giugno   1994,   n.  126,
          convertito,  con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994,
          n.  474,  pubblicata  Gazzetta Ufficiale 30 luglio 1994, n.
          177,   e   successive   modificazioni,   reca:  «Norme  per
          l'accelerazione   delle   procedure   di   dismissione   di
          partecipazioni   dello  Stato  e  degli  enti  pubblici  in
          societa' per azioni.».
              -  Per il regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246,
          convertito  dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, e successive
          modificazioni, si vedano note all'art. 18.
              -  L'art. 3, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 1994,
          n.   332,   convertito,   con  modificazioni,  dalla  legge
          30 luglio 1994, n. 474, e' il seguente:
              «1. Le societa' operanti nei settori di cui all'art. 2,
          nonche' le banche e le imprese assicurative, direttamente o
          indirettamente  controllate  dallo Stato o da enti pubblici
          anche  territoriali  ed economici, possono introdurre nello
          statuto   un  limite  massimo  di  possesso  azionario  non
          superiore, per le societa' di cui all'art. 2, al cinque per
          cento,  riferito al singolo socio, al suo nucleo familiare,
          comprendente  il  socio  stesso,  il  coniuge  non separato
          legalmente  e i figli minori, ed al gruppo di appartenenza:
          per  tale  intendendosi il soggetto, anche non avente forma
          societaria,   che   esercita   il  controllo,  le  societa'
          controllate  e  quelle  controllate  da uno stesso soggetto
          controllante,  nonche'  le  societa'  collegate;  il limite
          riguarda   altresi'   i   soggetti   che,   direttamente  o
          indirettamente,   anche   tramite   controllate,   societa'
          fiduciarie  o interposta persona aderiscono anche con terzi
          ad  accordi relativi all'esercizio del diritto di voto o al
          trasferimento  di  azioni  o  quote  di  societa'  terze  o
          comunque  ad  accordi  o patti di cui all'art. 10, comma 4,
          della  legge  18 febbraio  1992,  n.  149,  come sostituito
          dall'art.  7, comma 1, lettera b), del presente decreto, in
          relazione  a  societa'  terze, qualora tali accordi o patti
          riguardino  almeno  il  dieci per cento delle quote o delle
          azioni  con  diritto  di  voto  se  si  tratta  di societa'
          quotate,  o il venti per cento se si tratta di societa' non
          quotate.».
              -  La  legge  27 ottobre  1993,  n.  432,  e successive
          modificazioni,   recante:   «Istituzione   del   Fondo  per
          l'ammortamento  dei  titoli  di  Stato» e' pubblicata nella
          Gazzetta Ufficiale 2 novembre 1993, n. 257.

Nota all'art. 22:
              -  L'art.  1,  comma 11, della legge 31 luglio 1997, n.
          249, e' il seguente:
              «11. L'Autorita' disciplina con propri provvedimenti le
          modalita'   per  la  soluzione  non  giurisdizionale  delle
          controversie  che  possono insorgere fra utenti o categorie
          di  utenti  ed  un  soggetto  autorizzato o destinatario di
          licenze  oppure  tra  soggetti autorizzati o destinatari di
          licenze tra loro. Per le predette controversie, individuate
          con provvedimenti dell'Autorita', non puo' proporsi ricorso
          in  sede  giurisdizionale fino a che non sia stato esperito
          un  tentativo  obbligatorio  di  conciliazione  da ultimare
          entro   trenta   giorni   dalla  proposizione  dell'istanza
          all'Autorita'.  A  tal  fine,  i  termini per agire in sede
          giurisdizionale sono sospesi fino alla scadenza del termine
          per la conclusione del procedimento di conciliazione.».
Nota all'art. 23:
              -  L'art. 2-bis del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5
          (pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n. 70 del 24 marzo
          2001),  convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo
          2001,  n. 66 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del
          24  marzo  2001),  recante:  «Disposizioni  urgenti  per il
          differimento   di   termini   in  materia  di  trasmissioni
          radiotelevisive  analogiche  e  digitali,  nonche'  per  il
          risanamento di impianti radiotelevisivi», e' il seguente:
              «Art.  2-bis  (Trasmissioni radiotelevisive digitali su
          frequenze  terrestri. Sistemi audiovisivi terrestri a larga
          banda).  -  1. Al fine di consentire l'avvio dei mercati di
          programmi  televisivi  digitali  su  frequenze terrestri, i
          soggetti  che  eserciscono  legittimamente  l'attivita'  di
          radiodiffusione   televisiva  su  frequenze  terrestri,  da
          satellite e via cavo sono abilitati, di norma nel bacino di
          utenza   o   parte   di   esso,   alla  sperimentazione  di
          trasmissioni    televisive   e   servizi   della   societa'
          dell'informazione  in  tecnica  digitale.  A  tale  fine le
          emittenti  richiedenti  possono costituire consorzi, ovvero
          definire  intese,  per  la gestione dei relativi impianti e
          per la diffusione dei programmi e dei servizi multimediali.
          Ai  predetti  consorzi  e  intese possono partecipare anche
          editori di prodotti e servizi multimediali. Le trasmissioni
          televisive  in  tecnica  digitale sono irradiate sui canali
          legittimamente  eserciti,  nonche' sui canali eventualmente
          derivanti  dalle  acquisizioni  di  cui al comma 2. Ciascun
          soggetto  che  sia  titolare  di  piu'  di  una concessione
          televisiva deve riservare, in ciascun blocco di programmi e
          servizi  diffusi  in  tecnica digitale, pari opportunita' e
          comunque  almeno  il  quaranta  per  cento  della capacita'
          trasmissiva  del  medesimo  blocco di programmi e servizi a
          condizioni  eque, trasparenti e non discriminatorie, per la
          sperimentazione  da  parte  di altri soggetti che non siano
          societa'  controllanti,  controllate  o collegate, ai sensi
          dell'art.  2, commi 17 e 18, della legge 31 luglio 1997, n.
          249,  compresi quelli gia' operanti da satellite ovvero via
          cavo  e  le emittenti concessionarie che non abbiano ancora
          raggiunto  la  copertura minima ai sensi dell'art. 3, comma
          5,   della   medesima   legge   31  luglio  1997,  n.  249.
          L'abilitazione    e'   rilasciata   dal   Ministero   delle
          comunicazioni  entro  sessanta  giorni  dalla presentazione
          della richiesta corredata da un progetto di attuazione e da
          un progetto radioelettrico.
              2. Al fine di promuovere l'avvio dei mercati televisivi
          in tecnica digitale su frequenze terrestri sono consentiti,
          per  i  primi  tre armi dalla data di entrata in vigore del
          presente  decreto, i trasferimenti di impianti o di rami di
          azienda tra concessionari televisivi in ambito locale o tra
          questi  e  concessionari  televisivi in ambito nazionale, a
          condizione  che  le  acquisizioni  operate da questi ultimi
          siano    impiegate   esclusivamente   per   la   diffusione
          sperimentale  in  tecnica  digitale,  fermo restando quanto
          previsto dal penultimo periodo del comma 1 dell'art. 1.
              3.  Al  fine  di  consentire  l'avvio  dei  mercati  di
          programmi  radiofonici  digitali  su frequenze terrestri, i
          soggetti  titolari  di  concessione  per la radiodiffusione
          sonora  nonche'  i  soggetti che eserciscono legittimamente
          l'attivita' di radiodiffusione sonora in ambito locale sono
          abilitati alla sperimentazione di trasmissioni radiofoniche
          in tecnica digitale, di norma nel bacino di utenza, o parte
          di   esso,  oggetto  della  concessione.  A  tale  fine  le
          emittenti  richiedenti  possono costituire consorzi, ovvero
          definiscono intese, per la gestione dei relativi impianti e
          per   la   diffusione  dei  programmi  e  dei  servizi.  Le
          trasmissioni   radiofoniche   in   tecnica   digitale  sono
          irradiate in banda VHF-III e in banda UHF-L. L'abilitazione
          e'  rilasciata  dal  Ministero  delle  comunicazioni  entro
          sessanta   giorni   dalla   presentazione  della  richiesta
          corredata  da  un  progetto  di attuazione e da un progetto
          radioelettrico.
              4. La diffusione delle trasmissioni in tecnica digitale
          su  frequenze  terrestri  avviene secondo le modalita' e in
          applicazione  degli  standard  tecnici  DAB  (digital audio
          broadcasting)  per la radiodiffusione sonora e per prodotti
          e  servizi  multimediali  anche  interattivi e DVB (digital
          video  broadcasting)  per  i  programmi  televisivi  e  per
          prodotti e servizi multimediali anche interattivi.
              5.  Le  trasmissioni  televisive  dei  programmi  e dei
          servizi  multimediali  su frequenze terrestri devono essere
          irradiate  esclusivamente  in tecnica digitale entro l'anno
          2006.
              6.  L'Autorita'  per  le  garanzie  nelle comunicazioni
          nella  predisposizione  dei  piani  di  assegnazione  delle
          frequenze sonore e televisive in tecnica digitale adotta il
          criterio   di  migliore  e  razionale  utilizzazione  dello
          spettro   radioelettrico,   suddividendo   le   risorse  in
          relazione alla tipologia del servizio e prevedendo di norma
          per  l'emittenza  nazionale  reti isofrequenziali per macro
          aree di diffusione.
              7. Fermo restando quanto previsto dall'art. 2, comma 6,
          della  legge  31 luglio  1997,  n.  249,  le  licenze  o le
          autorizzazioni    per   la   diffusione   di   trasmissioni
          radiotelevisive in tecnica digitale sulla base dei piani di
          assegnazione  delle  frequenze  in  tecnica digitale di cui
          all'art.    1   sono   rilasciate   dal   Ministero   delle
          comunicazioni  nel rispetto delle condizioni definite in un
          regolamento,  adottato dall'Autorita' per le garanzie nelle
          comunicazioni  entro  il  30 giugno 2001, tenendo conto dei
          principi  del presente decreto, della legge 31 luglio 1997,
          n. 249, e con l'osservanza dei seguenti criteri direttivi:
                a) distinzione   tra  i  soggetti  che  forniscono  i
          contenuti  e i soggetti che provvedono alla diffusione, con
          individuazione  delle  rispettive responsabilita', anche in
          relazione  alla diffusione di dati, e previsione del regime
          della  licenza  individuale  per  i soggetti che provvedono
          alla diffusione;
                b) previsione  di  norme  atte a favorire la messa in
          comune delle strutture di trasmissione;
                c) definizione    dei    compiti   degli   operatori,
          nell'osservanza      dei     principi     di     pluralismo
          dell'informazione,   di   trasparenza,   di   tutela  della
          concorrenza e di non discriminazione;
                d) previsione  in ogni blocco di diffusione, oltre ai
          servizi  multimediali veicolati, di almeno cinque programmi
          radiofonici o almeno tre programmi televisivi;
                e) obbligo  di  diffondere  il medesimo programma e i
          medesimi  programmi  dati sul territorio nazionale da parte
          dei  soggetti operanti in tale ambito e identificazione dei
          programmi  irradiati,  fatta  salva  l'articolazione  anche
          locale    delle    trasmissioni    radiotelevisive    della
          concessionaria del servizio pubblico;
                f) previsione   delle  procedure  e  dei  termini  di
          rilascio delle licenze e delle autorizzazioni;
                g) previsione  del  regime transitorio occorrente per
          la   definitiva  trasformazione  delle  trasmissioni  dalla
          tecnica analogica alla tecnica digitale;
                h) obbligo  di  destinare  programmi  alla diffusione
          radiotelevisiva in chiaro.
              8.  In  ambito  locale il Ministero delle comunicazioni
          rilascia  licenze,  sulla  base  di un apposito regolamento
          adottato    dall'Autorita'    per    le    garanzie   nelle
          comunicazioni,    per    trasmissioni   audiovisive   anche
          interattive  su bande di frequenza terrestri attribuite dal
          piano  nazionale  di  ripartizione  delle frequenze e nelle
          altre  bande  destinate  dalla  pianificazione  europea  ai
          servizi MWS (multimedia wireless system). Le licenze di cui
          al presente comma possono riguardare anche la distribuzione
          dei  segnali  radiotelevisivi  via cavo e da satellite alle
          unita' abitative.
              9.  Ai  fini  del  conseguimento  degli  obiettivi  del
          servizio    pubblico    radiotelevisivo,    alla   societa'
          concessionaria     dello     stesso    servizio    pubblico
          radiotelevisivo  sono  riservati un blocco di diffusione di
          programmi  radiofonici  in  chiaro  e  almeno  un blocco di
          diffusione  di programmi televisivi in chiaro. I blocchi di
          programmi  radiotelevisivi in chiaro contenenti i programmi
          della  concessionaria  pubblica  devono essere distinti dai
          blocchi  di  programmi  contenenti  programmi  degli  altri
          operatori radiotelevisivi'.
              10.  All'art.  3, comma 11, della legge 31 luglio 1997,
          n.  249,  le  parole:  "il  Ministero  delle  comunicazioni
          adotta"   sono   sostituite  dalle  seguenti:  "l'Autorita'
          adotta".  Le  autorizzazioni  e  le  licenze  di  cui  agli
          articoli 2,  comma  13,  e  4,  commi 1 e 3, della legge 31
          luglio  1997,  n.  249, sono rilasciate dal Ministero delle
          comunicazioni.
              11. Il Ministero delle comunicazioni pianifica, su base
          provinciale,   nel   rispetto   del   piano   nazionale  di
          ripartizione    delle   frequenze   nonche'   delle   norme
          urbanistiche,   ambientali  e  sanitarie,  con  particolare
          riferimento  alle norme di prevenzione dell'inquinamento da
          onde   elettromagnetiche,   le   frequenze  destinate  alle
          trasmissioni  di cui al comma 8, sentite l'Autorita' per le
          garanzie  nelle  comunicazioni  e  le province interessate,
          fermo  restando  l'obbligo,  previsto dall'art. 2, comma 6,
          della  legge  31 luglio 1997, n. 249, di sentire le regioni
          e,  al  fine  di  tutelare  le  minoranze  linguistiche, di
          acquisire   l'intesa   con   le  regioni  Valle  d'Aosta  e
          Friuli-Venezia  Giulia e con le province autonome di Trento
          e   di   Bolzano.   L'Autorita'   per   le  garanzie  nelle
          comunicazioni  adotta  i provvedimenti necessari ad evitare
          il  determinarsi di posizioni dominanti nell'utilizzo delle
          stesse  frequenze,  sulla base dei principi contenuti nella
          medesima legge 31 luglio 1997, n. 249.
              12.  Le licenze di cui al comma 8 sono rilasciate dando
          priorita'  ai  soggetti che intendono diffondere produzioni
          audiovisive  di  utilita'  sociale  o utilizzare tecnologie
          trasmissive  di  tipo  avanzato ovvero siano destinatari di
          finanziamenti da parte dell'Unione europea.
              13.  Al  fine  di  favorire lo sviluppo e la diffusione
          delle  nuove tecnologie di radiodiffusione da satellite, le
          opere  di  installazione di nuovi impianti sono innovazioni
          necessarie ai sensi dell'art. 1120, primo comma, del codice
          civile.
              Per  l'approvazione  delle  relative  deliberazioni  si
          applica  l'art.  1136, terzo comma, dello stesso codice. Le
          disposizioni di cui ai precedenti periodi non costituiscono
          titolo per il riconoscimento di benefici fiscali.
              14.  Entro  sei  mesi  dalla  data di entrata in vigore
          della  legge  di conversione del presente decreto, il Forum
          permanente  per  le  comunicazioni  istituito  dall'art. 1,
          comma  24,  della legge 31 luglio 1997, n. 249, promuove un
          apposito  studio  sulla  convergenza  tra  i  settori delle
          telecomunicazioni   e   radiotelevisivo   e   sulle   nuove
          tecnologie  dell'informazione,  finalizzato  a definire una
          proposta  all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni
          per    la    regolamentazione    della    radio-televisione
          multimediale.
              15.  Entro  tre  mesi  dalla  data di entrata in vigore
          della   legge  di  conversione  del  presente  decreto,  il
          Ministero  delle  comunicazioni  adotta un programma per lo
          sviluppo  e  la diffusione in Italia delle nuove tecnologie
          di   trasmissione  radiotelevisiva  digitale  su  frequenze
          terrestri  e  da satellite e per l'introduzione dei sistemi
          audiovisivi   terrestri   a   larga   banda,   individuando
          contestualmente misure a sostegno del settore.».
              -  L'art.  41, comma 7, della legge 16 gennaio 2003, n.
          3,  recante:  «Disposizioni  ordinamentali  in  materia  di
          pubblica   amministrazione»,   pubblicata  nel  supplemento
          ordinario  alla  Gazzetta Ufficiale 20 gennaio 2003, n. 15,
          e' il seguente:
              «7.   Al   fine   di   incentivare  lo  sviluppo  della
          radiodiffusione televisiva in tecnica digitale su frequenze
          terrestri,   in   aggiunta   a  quanto  gia'  previsto  dal
          decreto-legge   23 gennaio  2001,  n.  5,  convertito,  con
          modificazioni,   dalla   legge  20 marzo  2001  n.  66,  il
          Ministero   delle   comunicazioni   promuove  attivita'  di
          sperimentazione   di   trasmissioni   televisive   digitali
          terrestri   e   di  servizi  interattivi,  con  particolare
          riguardo   alle   applicazioni   di   carattere  innovativo
          nell'area  dei  servizi  pubblici  e dell'interazione tra i
          cittadini  e  le  amministrazioni  dello Stato, avvalendosi
          della  riserva  di  frequenze  di  cui all'art. 2, comma 6,
          lettera  d),  della  legge  31  luglio  1997,  n. 249. Tali
          attivita' sono realizzate, sotto la vigilanza del Ministero
          delle  comunicazioni e dell'Autorita' per le garanzie nelle
          comunicazioni, con la supervisione tecnica della Fondazione
          Ugo  Bordoni  attraverso  convenzioni  da  stipulare tra la
          medesima    Fondazione    e    soggetti    abilitati   alla
          sperimentazione  ai sensi del citato decreto-legge n. 5 del
          2001,  convertito, con modificazioni, dalla legge n. 66 del
          2001,  e  della deliberazione n. 435/01/CONS dell'Autorita'
          per  le  garanzie nelle comunicazioni del 15 novembre 2001,
          pubblicata   nel   supplemento   ordinario   alla  Gazzetta
          Ufficiale  n.  284  del  6 dicembre  2001,  sulla  base  di
          progetti da questi presentati. Fino alla data di entrata in
          vigore del provvedimento previsto dall'art. 29 della citata
          deliberazione  n. 435/01/CONS, per le predette attivita' di
          sperimentazione    sono    utilizzate,    su    base    non
          interferenziale, le frequenze libere o disponibili.».
              -   L'art.   195   del  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica    29 marzo   1973,   n.   156,   e   successive
          modificazioni, recante: «Approvazione del testo unico delle
          disposizioni  legislative in materia postale, di bancoposta
          e   di   telecomunicazioni»,   pubblicato  nel  supplemento
          ordinario,  alla  Gazzetta Ufficiale 3 maggio 1973, n. 113,
          e' il seguente:
              «Art.  195  (Installazione  ed esercizio di impianti di
          telecomunicazione  senza  concessione  od  autorizzazione -
          Sanzioni.)  -  1. Chiunque installa od esercita un impianto
          di   telecomunicazione  senza  aver  ottenuto  la  relativa
          concessione  o  autorizzazione  e'  punito, se il fatto non
          costituisce   reato,   con   la   sanzione   amministrativa
          pecuniaria da lire 500.000 a lire 20.000.000.
              2.  Se  il  fatto  riguarda impianti radioelettrici, si
          applica la pena dell'arresto da tre a sei mesi.
              3.  Se  il  fatto  riguarda impianti di radiodiffusione
          sonora o televisiva, si applica la pena della reclusione da
          uno  a  tre anni. La pena e' ridotta alla meta' se trattasi
          di  impianti  per la radiodiffusione sonora o televisiva in
          ambito locale.
              4.  Chiunque  realizza trasmissioni, anche simultanee o
          parallele,   contravvenendo   ai   limiti   territoriali  o
          temporali  previsti  dalla  concessione,  e'  punito con la
          reclusione da sei mesi a due anni.
              5.   Il  trasgressore  e'  tenuto,  in  ogni  caso,  al
          pagamento  di  una somma pari al doppio dei canoni previsti
          per   ciascuno  dei  collegamenti  abusivamente  realizzati
          relativamente  al  periodo di esercizio abusivo accertato e
          comunque  per un periodo non inferiore ad un trimestre. Non
          si  tiene  conto,  nella  determinazione  del canone, delle
          agevolazioni  previste a favore di determinate categorie di
          utenti.
              6.      Indipendentemente      dall'azione      penale,
          l'amministrazione puo' provvedere direttamente, a spese del
          possessore,  a  suggellare  o rimuovere l'impianto ritenuto
          abusivo ed a sequestrare gli apparecchi.»
              -  L'art.  29 del regolamento di cui alla deliberazione
          dell'Autorita'   per   le   garanzie   nelle  comunicazioni
          15 novembre  2001,  n.  435/01/CONS, recante: «Approvazione
          del  regolamento relativo alla radiodiffusione terrestre in
          tecnica  digitale.»,  pubblicata  nel supplemento ordinario
          alla  Gazzetta  Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2001, e' il
          seguente:
              «Art. 29 (Provvedimenti a tutela del pluralismo e della
          concorrenza).  -  1.  L'Autorita',  ai fini di garantire la
          tutela del pluralismo, dell'obiettivita', della completezza
          e  dell'imparzialita' dell'informazione, dell'apertura alle
          diverse  opinioni, tendenze politiche, sociali, culturali e
          religiose,  nel  rispetto  delle  liberta'  e  dei  diritti
          garantiti  dalla  Costituzione,  che  si  realizzano con il
          complesso  degli  accordi  fra  fornitori  di  contenuti  e
          operatori   di  rete,  adotta  un  provvedimento  entro  il
          31 marzo   2004   che   stabilisce,   tenendo  conto  della
          partecipazione   alla  sperimentazione  e  considerando  il
          titolo  preferenziale  previsto dall'art. 1, comma 1, della
          legge n. 66/2001:
                a) norme  a  garanzia  dell'accesso  di  fornitori di
          contenuti,  non riconducibili direttamente o indirettamente
          agli   operatori   di   rete,   i  quali  rappresentano  un
          particolare valore per:
                  1)  il  sistema  televisivo  nazionale,  in ragione
          della   qualita'  della  programmazione  e  del  pluralismo
          informativo;
                  2)  il  sistema televisivo locale, in ragione della
          qualita'  della  programmazione,  pluralismo  informativo a
          livello  locale,  della natura comunitaria, con particolare
          riferimento  alle  trasmissioni  monotematiche  a carattere
          sociale,   e  della  tutela  delle  minoranze  linguistiche
          riconosciute dalla legge.
                b) criteri  che  garantiscono, in presenza di risorse
          insufficienti  a  soddisfare tutte le ragionevoli richieste
          da   parte  dei  fornitori  di  contenuti,  l'accesso  alle
          radiofrequenze  da  parte dei fornitori di contenuti di cui
          alla  precedente  lettera  a)  in  condizioni di parita' di
          trattamento;
                c) norme  in  materia  di controlli e verifiche sulla
          separazione    contabile    dei    soggetti   titolari   di
          autorizzazioni  e  licenze ai fini del rispetto delle norme
          del presente regolamento;
                d) norme   in   materia   di  limiti  alla  capacita'
          trasmissiva destinata ai programmi criptati;
                e) le   modalita'   per   l'adozione   di   specifici
          provvedimenti,  anche  ai sensi dell'art. 2, comma 7, della
          legge  n.  249/1997, in materia di accordi fra fornitori di
          contenuti  e  operatori  di  rete, ivi incluso l'obbligo di
          trasmettere programmi in chiaro;
                f) sulla    base   dei   principi   di   trasparenza,
          obiettivita',   proporzionalita'   e  non  discriminazione,
          sentita  l'Autorita'  garante  per  la  concorrenza  e  del
          mercato,  i  criteri  ed  i  limiti  per  l'assegnazione ai
          licenziatari di ulteriori frequenze o per il rilascio delle
          ulteriori licenze;
                g) la   misura   dei   contributi   applicabili  agli
          operatori di rete anche tenendo conto della scarsita' delle
          risorse e della necessita' di promuovere l'innovazione.».
              - L'art. 1, comma 6, lettera a), numero 15) della legge
          31 luglio 1997, n. 249, e' il seguente:
              «Art.    1    (Autorita'    per   le   garanzie   nelle
          comunicazioni). (Omissis).
              6. Le competenze dell'Autorita' sono cosi' individuate:
                a) la  commissione  per  le  infrastrutture e le reti
          esercita le seguenti funzioni:
                (Omissis).
                15)  vigila  sui  tetti di radiofrequenze compatibili
          con  la  salute  umana e verifica che tali tetti, anche per
          effetto  congiunto di piu' emissioni elettromagnetiche, non
          vengano superati, anche avvalendosi degli organi periferici
          del  Ministero  delle  comunicazioni.  Il  rispetto di tali
          indici rappresenta condizione obbligatoria per le licenze o
          le  concessioni all'installazione di apparati con emissioni
          elettromagnetiche. Il Ministero dell'ambiente, d'intesa con
          il  Ministero  della  sanita'  e  con  il  Ministero  delle
          comunicazioni,  sentiti  l'Istituto  superiore di sanita' e
          l'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (ANPA),
          fissa  entro  sessanta  giorni  i  tetti di cui al presente
          numero, tenendo conto anche delle norme comunitarie;».
              -  L'art.  9  del regolamento concernente la diffusione
          via  satellite di programmi televisivi, di cui all'Allegato
          A annesso alla deliberazione dell'Autorita' per le garanzie
          nelle  comunicazioni  1°  marzo 2000, n. 127/00/CONS, e' il
          seguente:
              «Art.  9 (Trasmissioni simultanee). - 1. Ai titolari di
          concessioni  su  frequenze  terrestri e' consentita, previa
          notifica  dell'Autorita',  inclusiva  anche dei dati di cui
          all'allegato  2 del presente regolamento, la ritrasmissione
          simultanea  integrale,  fatto salvo il rispetto dei diritti
          di  trasmissione  acquisiti,  su  reti  di  diffusione  via
          satellite.»


Nota all'art. 24:
              -  L'art.  1  del  decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5,
          convertito,  con  modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001,
          n. 66, cosi' come modificato dalla legge qui pubblicata, e'
          il seguente:
              «Art.  1  (Differimento  di termini per la prosecuzione
          della  radiodiffusione  televisiva in ambito locale e della
          radiodiffusione sonora). 1. Il termine previsto dal comma 1
          dell'art.  1  del  decreto-legge  18 novembre 1999, n. 433,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 2000,
          n.   5,   per   il   rilascio   delle  concessioni  per  la
          radiodiffusione  televisiva  privata  in  ambito  locale su
          frequenze terrestri in tecnica analogica, che costituiscono
          titolo  preferenziale per l'esercizio della radiodiffusione
          televisiva  su  frequenze terrestri in tecnica digitale, e'
          differito  al  15 marzo  2001.  I  soggetti,  non esercenti
          all'atto   della  domanda,  che  ottengono  la  concessione
          possono   acquisire   impianti  di  diffusione  e  connessi
          collegamenti  legittimamente  eserciti alla data di entrata
          in  vigore del presente decreto. I soggetti in possesso dei
          requisiti  previsti dai commi 1, 3, 4, 6, 8 e 9 dell'art. 6
          del  regolamento  approvato  dall'Autorita' per le garanzie
          nelle comunicazioni con deliberazione n. 78 del 1° dicembre
          1998,  che non ottengono la concessione, possono proseguire
          l'esercizio  della  radiodiffusione,  con  i  diritti e gli
          obblighi  del concessionario, fino all'attuazione del piano
          nazionale  di  assegnazione  delle  frequenze televisive in
          tecnica  digitale,  da  adottarsi  non oltre il 31 dicembre
          2002.   Fino   all'attuazione   del  predetto  piano,  sono
          consentiti  i  trasferimenti  di impianti o rami di azienda
          tra  eminenti  televisive  locali  private e tra queste e i
          concessionari   televisivi  nazionali  che,  alla  data  di
          entrata   in  vigore  del  presente  decreto,  non  abbiano
          raggiunto  la  copertura  del  settantacinque per cento del
          territorio   nazionale.   Fino   all'attuazione  del  piano
          nazionale  di  assegnazione  delle  frequenze televisive in
          tecnica  digitale e' differito il termine di cui all'ultimo
          periodo  del  comma  4  dell'art.  2  del  decreto-legge 18
          novembre 1999, n. 433, convertito, con modificazioni, dalla
          legge 14 gennaio 2000, n. 5.
              2.  L'Autorita'  per  le  garanzie  nelle comunicazioni
          adotta, entro il 31 dicembre 2001 e con le procedure di cui
          alla  legge  31  luglio 1997, n. 249, il piano nazionale di
          assegnazione  delle frequenze per radiodiffusione sonora in
          tecnica    digitale    e,   successivamente   all'effettiva
          introduzione  di  tale sistema e allo sviluppo del relativo
          mercato,  il  piano  di  assegnazione  delle  frequenze  di
          radiodiffusione  sonora  in  tecnica  analogica di cui alla
          predetta  legge.  Fino  all'adozione  del predetto piano di
          assegnazione  delle frequenze in tecnica analogica, di tale
          piano,   i   soggetti   legittimamente   operanti   possono
          proseguire nell'esercizio dell'attivita' con gli obblighi e
          i diritti del concessionario.
              2-bis.  La  prosecuzione  nell'esercizio  da  parte dei
          soggetti di cui al comma 2 e' subordinata alla verifica del
          possesso  dei seguenti requisiti alla data del 30 settembre
          2001:
                a) se  emittente  di radiodiffusione sonora in ambito
          locale  a  carattere  commerciale,  la  natura giuridica di
          societa' di persone o di capitali o di societa' cooperativa
          che impieghi almeno due dipendenti in regola con le vigenti
          disposizioni in materia previdenziale;
                b) se  emittente  di radiodiffusione sonora in ambito
          nazionale  a  carattere commerciale, la natura giuridica di
          societa'   di   capitali   che   impieghi  almeno  quindici
          dipendenti in regola con le vigenti disposizioni in materia
          previdenziale;
                c) se emittente di radiodiffusione sonora a carattere
          comunitario,    la   natura   giuridica   di   associazione
          riconosciuta  o  non riconosciuta, fondazione o cooperativa
          priva di scopo di lucro.
              2-ter.  I  legali  rappresentanti  e gli amministratori
          dell'impresa    non   devono   avere   riportato   condanne
          irrevocabili  a  pena  detentiva  per  delitto  non colposo
          superiore  a  sei mesi e non devono essere stati sottoposti
          alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre
          1956, n. 1423, e successive modificazioni, o alle misure di
          sicurezza previste dagli articoli 199 e seguenti del codice
          penale. Ai fini delle verifiche di cui al comma 2-bis ed al
          presente  comma,  le  emittenti  interessate  inoltrano  al
          Ministero delle comunicazioni entro il 30 settembre 2001 le
          dichiarazioni   e  la  documentazione  necessarie,  secondo
          modalita'  definite  dallo  stesso  Ministero  entro  il 30
          giugno 2001.
              2-quater.    Uno    stesso   soggetto,   esercente   la
          radiodiffusione  sonora  in  ambito  locale, direttamente o
          attraverso  piu' soggetti tra loro collegati o controllati,
          puo'  irradiare il segnale fino ad una copertura massima di
          quindici  milioni  di abitanti. Le imprese che alla data di
          entrata  in  vigore della legge di conversione del presente
          decreto superino i predetti limiti sono tenute ad adeguarsi
          ai limiti stessi entro sei mesi. in caso di inottemperanza,
          il  Ministero  delle  comunicazioni  dispone la sospensione
          dell'esercizio fino all'avvenuto adeguamento.».

 

 

Note all'art. 25:
              -   Per   il   decreto-legge  23 gennaio  2001,  n.  5,
          convertito,  con  modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001,
          n. 66, si vedano note art. 9.
              - Per l'art. 2, comma 7, della legge 31 luglio 1997, n.
          249, si vedano note all'art. 14.
              -  L'art.  17, commi 1 e 2, della legge 23 agosto 1988,
          n. 400, e' il seguente:
              «1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
          deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere
          del  Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta
          giorni  dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti
          per disciplinare:
                a) l'esecuzione    delle    leggi   e   dei   decreti
          legislativi, nonche' dei regolamenti comunitari;
                b) l'attuazione  e  l'integrazione  delle leggi e dei
          decreti  legislativi  recanti  norme  di principio, esclusi
          quelli   relativi   a  materie  riservate  alla  competenza
          regionale;
                c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
          leggi  o  di  atti aventi forza di legge, sempre che non si
          tratti di materie comunque riservate alla legge;
                d)   l'organizzazione   ed   il  funzionamento  delle
          amministrazioni  pubbliche  secondo le disposizioni dettate
          dalla legge;
              2.  Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
          deliberazione   del  Consiglio  dei  Ministri,  sentito  il
          Consiglio  di  Stato,  sono  emanati  i  regolamenti per la
          disciplina  delle  materie, non coperte da riserva assoluta
          di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
          della  Repubblica,  autorizzando l'esercizio della potesta'
          regolamentare  del  Governo,  determinano le norme generali
          regolatrici  della materia e dispongono l'abrogazione delle
          norme  vigenti,  con  effetto  dall'entrata in vigore delle
          norme regolamentari.».
              -  L'art.  35 della deliberazione dell'Autorita' per le
          garanzie   nelle   comunicazioni   15 novembre   2001,   n.
          435/01/CONS, e' il seguente:
              «Art.     35     (Conversione     delle    abilitazioni
          televisive). - 1.  A  partire  dal 31 marzo 2004 ed in ogni
          caso    successivamente    all'entrata    in   vigore   del
          provvedimento  di cui all'art. 29 i soggetti abilitati alla
          sperimentazione   possono  richiedere  al  Ministero  delle
          comunicazioni  il  rilascio  della  licenza di operatore di
          rete  limitatamente  ai bacini e alle frequenze per i quali
          e' rilasciata l'abilitazione.
              2.  Allo  scopo  di  ottenere la licenza i soggetti che
          abbiano   ottenuto   l'abilitazione,   conformemente   alle
          previsioni  del  piano  di  assegnazione  delle  frequenze,
          devono impegnarsi a:
                a) trasferire  tutti  gli  impianti sui siti di piano
          secondo  i  tempi  e  modi  di  cui  all'art.  32; adottare
          prontamente  le variazioni delle frequenze di emissione che
          saranno   comunicate  dal  Ministero  delle  comunicazioni;
          cessare  l'emissione su frequenze non necessarie allo scopo
          della licenza;
                b) investire  in  infrastrutture,  entro  36 mesi dal
          conseguimento  della  licenza,  un  importo non inferiore a
          Euro 35.000.000  per blocco di diffusione per le licenze in
          ambito  nazionale e Euro 2.500.000 per blocco di diffusione
          per  ciascuna  regione oggetto di licenza in ambito locale.
          Tale  importo  minimo  e' ridotto ad Euro 1.500.000 per una
          licenza  limitata  ad  un  bacino di estensione inferiore a
          quella regionale;
                c) promuovere  accordi  commerciali  con fornitori di
          servizi, relativi a forme di agevolazione all'utenza finale
          volte  a  diffondere  le  apparecchiature  per la ricezione
          digitale terrestre.
              3.  La  domanda  di conversione deve anche contenere la
          descrizione   dei   palinsesti  diffusi  dai  fornitori  di
          contenuti  su blocchi oggetto di licenza con la descrizione
          dei  relativi  accordi  nonche' gli impegni e le condizioni
          verso  i  fornitori  indipendenti di contenuti nel rispetto
          delle disposizioni del presente regolamento.
              4.   Il  Ministero  delle  comunicazioni,  valutata  la
          conformita'  e  la  completezza della domanda rispetto alle
          prescrizioni del presente regolamento, rilascia la licenza,
          anche  nel rispetto delle previsioni del regolamento di cui
          all'art. 29.
              5.  A garanzia del corretto espletamento degli obblighi
          assunti  con  la  domanda  di  conversione,  i  richiedenti
          dovranno  rilasciare  adeguata fideiussione bancaria ovvero
          garanzia  nelle  forme  previste  dall'ordinamento vigente,
          secondo  le modalita' e gli importi che saranno determinati
          con    apposito    provvedimento    del   Ministero   delle
          comunicazioni.».
              -  La  legge 5 marzo 2001, n. 57, recante: Disposizioni
          in  materia  di  apertura  e  regolazione  dei mercati», e'
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 20 marzo 2001, n. 66.
              -  L'art.  19  della  legge  14 aprile  1975,  n.  103,
          recante:  «Nuove norme in materia di diffusione radiofonica
          e   televisiva.»,   pubblicata   nella  Gazzetta  Ufficiale
          17 aprile  1975,  n.  102,  come modificato dalla legge qui
          pubblicata, e' il seguente:
              «Art.  19. - La societa' concessionaria, oltre che alla
          gestione   dei  servizi  in  concessione,  e'  tenuta  alle
          seguenti prestazioni:
                a) a  sistemare,  secondo piani tecnici approvati dal
          Ministero  delle  poste  e delle telecomunicazioni, le reti
          trasmittenti televisive nelle zone di confine bilingui, per
          renderle  idonee  a  ritrasmettere  programmi  di organismi
          esteri   confinanti;  ad  attuare  la  ristrutturazione  ed
          assumere  la gestione degli impianti di terzi eventualmente
          ad  essa  affidati,  esistenti  in  dette zone alla data di
          entrata in vigore della presente legge;
                b) a   predispone   annualmente,   sulla  base  delle
          direttive  della  Presidenza  del  Consiglio  dei Ministri,
          sentita   la   Commissione  parlamentare  per  l'indennizzo
          generale   e  la  vigilanza  dei  servizi  radiotelevisivi,
          programmi  televisivi  e  radiofonici  destinati a stazioni
          radiofoniche  e televisive di altri Paesi per la diffusione
          e  la  conoscenza della lingua e della cultura italiana nel
          mondo  e  ad  effettuare,  sentita  la  stessa  Commissione
          parlamentare, trasmissioni radiofoniche speciali;
                c) ad    effettuare   trasmissioni   radiofoniche   e
          televisive  in  lingua tedesca e ladina per la provincia di
          Bolzano,  in  lingua francese per la regione autonoma Valle
          d'Aosta  ed  in  lingua  slovena  per  la  regione autonoma
          Friuli-Venezia Giulia.».
              -  L'art.  20  della legge 14 aprile 1975, n. 103, come
          modificato dalla legge qui pubblicata il seguente:
              «Art.  20. - I  corrispettivi  dovuti alla societa' per
          gli   adempimenti   di  cui  al  precedente  articolo  sono
          stabiliti come segue.
              Per  quanto  previsto  al punto a) si provvede mediante
          separate   pattuizioni   da   effettuarsi  d'intesa  con  i
          rappresentanti  degli  enti  locali  delle  zone di confine
          interessate.
              Per quanto previsto al punto b), i programmi televisivi
          e   radiofonici   destinati   a   stazioni  radiofoniche  e
          televisive   di   altri   Paesi   sono   regolati  mediante
          convenzioni  aggiuntive  da  stipularsi  con  le competenti
          amministrazioni  dello  Stato  entro  novanta  giorni dalla
          stipula della convenzione di cui al successivo art. 46.
              Per   gli   adempimenti'   di   cui  al  punto  c),  le
          trasmissioni  in lingua tedesca per la provincia di Bolzano
          sono regolate mediante convenzione aggiuntiva da stipularsi
          con  le  competenti  amministrazioni  dello  Stato entro lo
          stesso  termine  di  cui  al  precedente  comma,  mentre le
          trasmissioni  in  lingua  slovena  da  radio  Trieste  sono
          regolate   secondo   le   modalita'  previste  dalla  legge
          14 aprile 1956, n. 308.
              L'ammontare   dei   rimborsi   della   spesa   per   le
          trasmissioni  in  lingua  tedesca  effettuate dalla sede di
          Bolzano,  nel  periodo 7 febbraio 1966-31 dicembre 1972, e'
          forfettariamente  stabilito  in  lire  6.710  milioni oltre
          all'imposta  sul  valore  aggiunto.  La misura del rimborso
          forfettario    annuo,    previsto   per   le   trasmissioni
          radiofoniche  da  radio Trieste dalla legge 14 aprile 1956,
          n.  308,  in  considerazione  dell'intervenuto  aumento del
          numero  di  trasmissioni  con l'inclusione nei programmi de
          «l'Ora  della  Venezia  Giulia»,  viene  elevata a lire 250
          milioni  l'anno  oltre  all'imposta  sul valore aggiunto, a
          partire  dal  1968  e  puo'  essere  soggetta  a  revisione
          triennale  su  richiesta di ciascuna parte contraente a far
          tempo dal 1° gennaio 1977.
              L'ammontare  dei  rimborsi della spesa sostenuta per le
          trasmissioni  in  lingua  francese  per la regione autonoma
          Valle  d'Aosta  e  per le trasmissioni televisive in lingua
          slovena  per  la  regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e'
          regolato   con   apposite  convenzioni  con  le  competenti
          amministrazioni dello Stato.
              La  somma  di  8.300 milioni, iscritta al capitolo 2554
          dello  stato  di  previsione  della spesa del Ministero del
          tesoro  dell'anno  finanziario  1973  e  di cui al capitolo
          aggiunto  7480  dell'anno finanziario 1974, resta destinata
          ed  impegnata  per  la  liquidazione  degli oneri di cui al
          precedente  quinto  comma  nonche' a quello di cui al sesto
          comma   per   il  periodo  1968-1972.  All'onere  derivante
          dall'applicazione  dello  stesso sesto comma per il periodo
          successivo al 1972, si provvede a carico dello stanziamento
          del capitolo 2549 dello stato di previsione della spesa del
          Ministero   del   tesoro  per  l'anno  finanziario  1974  e
          corrispondenti capitoli degli anni successivi.
              Ai   nuovi  o  maggiori  oneri  derivanti  dalle  altre
          convenzioni  da stipulare ai sensi dei precedenti commi, si
          provvede  con utilizzo dei proventi del canone dovuto dalla
          concessionaria  allo  Stato  e da determinare, ai sensi del
          precedente  art. 16 con la convenzione di cui al successivo
          art.  46.  Il  Ministro  per  il  tesoro  e' autorizzato ad
          apportare,  con propri decreti, le occorrenti variazioni di
          bilancio.
              Per  i  servizi  speciali radiotelevisivi, non compresi
          fra  quelli  suindicati,  le  amministrazioni  dello  Stato
          richiedenti  concordano,  attraverso  apposite convenzioni,
          con   la   societa'   concessionaria   le  modalita'  delle
          prestazioni  e  l'entita' dei relativi rimborsi, sentito il
          parere obbligatorio della Commissione parlamentare.».


.Nota all'art. 27:
              -  L'art.  32  della legge 6 agosto 1990, n. 223, e' il
          seguente:
              «Art.     32    (Autorizzazione    alla    prosecuzione
          nell'esercizio). - 1.  I  privati, che alla data di entrata
          in  vigore della presente legge eserciscono impianti per la
          radiodiffusione  sonora  o televisiva in ambito nazionale o
          locale e i connessi collegamenti di telecomunicazione, sono
          autorizzati  a  proseguire  nell'esercizio  degli  impianti
          stessi,  a  condizione che abbiano inoltrato domanda per il
          rilascio   della  concessione  di  cui  all'art.  16  entro
          sessanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in vigore della
          presente  legge e fino al rilascio della concessione stessa
          ovvero  fino  alla  reiezione  della domanda e comunque non
          oltre  settecentotrenta  giorni  dalla  data  di entrata in
          vigore della presente legge.
              2.  Nel  tempo che intercorre tra la data di entrata in
          vigore della presente legge e il rilascio della concessione
          stessa  ovvero  fino  alla  reiezione  della domanda ovvero
          ancora  la  scadenza dei settecentotrenta giorni dalla data
          di  entrata  in  vigore della presente legge non e' ammessa
          modificazione  della  funzionalita' tecnico-operativa degli
          impianti  di  cui  al  comma  1, ad eccezione di interventi
          derivanti  da provvedimenti di organi giurisdizionali o del
          Ministro  delle  poste  e  delle  telecomunicazioni  con le
          procedure   di  cui  alla  legge  8 aprile  1983,  n.  110,
          finalizzati   al   coordinamento   e   alla  compatibilita'
          elettromagnetica   con   impianti   radioelettrici   ed  in
          particolare  con impianti dei servizi pubblici nazionali ed
          esteri, dei servizi di navigazione aerea e di assistenza al
          volo   e  delle  emittenti  private  gia'  esistenti.  Sono
          altresi' ammessi interventi, autorizzati dal Ministro delle
          poste  e  delle  telecomunicazioni  con le procedure di cui
          alla  legge  8 aprile  1983,  n. 110, che non modifichino i
          parametri radioelettrici degli impianti.
              3.  I  privati  di  cui  al  comma 1 sono autorizzati a
          proseguire  nell'esercizio  degli  impianti  alla ulteriore
          condizione  che rendano entro sessanta giorni dalla data di
          entrata   in  vigore  della  presente  legge  comunicazione
          contenente  i  dati  e  gli  elementi previsti dall'art. 4,
          comma   1,  del  decreto-legge  6 dicembre  1984,  n.  807,
          convertito  con modificazioni, dalla legge 4 febbraio 1985,
          n. 10, corredata dalle schede tecniche previste dal decreto
          del   Ministro   delle   poste  e  delle  telecomunicazioni
          13 dicembre  1984,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale n.
          346 del 18 dicembre 1984.
              4. E' vietata la detenzione da parte dei privati di cui
          al  presente  articolo  di frequenze non indispensabili per
          l'illuminazione dell'area di servizio e del bacino.
              5.   L'inosservanza   delle   disposizioni  di  cui  al
          presente,    articolo    ovvero   la   radiodiffusione   di
          trasmissioni consistenti in immagini o segnali sonori fissi
          o  ripetitivi, comporta la disattivazione degli impianti da
          parte del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni.
              6.  Le  disposizioni  di  cui  ai  precedenti  commi si
          applicano  anche  agli esercenti di impianti di ripetizione
          di segnali esteri.».


Note all'art. 28:
              -  L'art.  1  della  legge 14 aprile 1975, n. 103, come
          modificato dalla legge qui pubblicata, e' il seguente:
              «Art.  1 (Servizio pubblico di diffusione radiofonica e
          televisiva). - Ai  fini  dell'attuazione delle finalita' di
          cui al primo comma e dei principi, di cui al secondo comma,
          la  determinazione  dell'indirizzo  generale  e l'esercizio
          della  vigilanza dei servizi radiotelevisivi competono alla
          Commissione  prevista  dal  decreto  legislativo  del  Capo
          provvisorio   dello  Stato  3 aprile  1947,  n.  428.  Sono
          soppressi  gli  articoli 8,  9,  10,  11,  12,  13 e 14 del
          decreto   legislativo  del  Capo  provvisorio  dello  Stato
          3 aprile 1947, n. 428, e la legge 23 agosto 1949, n. 681.
              Detta    Commissione   assume   la   denominazione   di
          Commissione  parlamentare  per  l'indirizzo  generale  e la
          vigilanza  dei servizi radiotelevisivi. Essa e' composta di
          quaranta  membri  designati  pariteticamente dai Presidenti
          delle  due  Camere  del Parlamento, tra i rappresentanti di
          tutti i gruppi parlamentari.
              La  Commissione  elabora un proprio regolamento interno
          che  sara'  emanato  di  concerto  dai Presidenti delle due
          Camere  del  Parlamento  sentiti  i  rispettivi  uffici  di
          presidenza.  Detto  regolamento stabilisce le modalita' per
          il   funzionamento   della  Commissione  stessa  e  la  sua
          articolazione  in  sottocommissioni  per  l'adempimento dei
          poteri   di   cui   al  presente  articolo.  Una  di  dette
          sottocommissioni permanenti e' competente per l'esame delle
          richieste   di   accesso,   secondo  quanto  stabilito  dal
          successivo art. 6.».
              -   Il   testo   dell'art.  3,  comma  1,  della  legge
          25 febbraio  1987, n. 67, cosi' come modificato dalla legge
          qui recita:
              «1.  Si  considera  dominante nel mercato editoriale la
          posizione  del  soggetto che, per effetto degli atti di cui
          ai commi 4 e 5 del presente articolo;
                a) giunga  ad  editare  o  a controllare societa' che
          editano  testate  quotidiane  la  cui  tiratura,  nell'anno
          solare  precedente,  abbia  superato  il 20 per cento della
          tiratura  complessiva  dei  giornali  quotidiani in Italia;
          ovvero
                b) (Abrogata);
                c) giunga  ad  editare  o  a controllare societa' che
          editano  un  numero di testate che abbiano tirato nell'anno
          solare  precedente  oltre  il  50  per  cento  delle  copie
          complessivamente  tirate  dai  giornali  quotidiani  aventi
          luogo  di pubblicazione nella medesima area interregionale.
          Ai  fini  della presente disposizione si intendono per aree
          interregionali    quella   del   nord-ovest,   comprendente
          Piemonte,  Valle  d'Aosta,  Lombardia e Liguria; quella del
          nord-est,   comprendente   Trentino-Alto   Adige,   Veneto,
          Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna; quella del centro,
          comprendente  Toscana,  Marche,  Umbria,  Lazio  e Abruzzo;
          quella del sud, comprendente le rimanenti regioni; ovvero
                d) diventi  titolare  di  collegamenti  con  societa'
          editrici  di  giornali quotidiani la cui tiratura sia stata
          superiore,  nell'anno  solare  precedente,  al 30 per cento
          della  tiratura  complessiva  dei  giornali  quotidiani  in
          Italia.».
              -  Il  testo  dell'art. 2 della legge 6 agosto 1990, n.
          223, cosi' come modificato dalla presente legge recita:
              «Art.  2  (Servizio  pubblico  e radiodiffusione). - 1.
          (Abrogato).
              2. Ai fini dell'osservanza dell'art. 10 del decreto del
          Presidente della Repubblica 10 novembre 1973, n. 691, nella
          provincia   di   Bolzano  riveste  carattere  di  interesse
          nazionale  il  servizio  pubblico radiotelevisivo in ambito
          provinciale e locale.
              3. (Abrogato).
              4. (Abrogato)».
              -  Per il testo dell'art. 15 della legge 6 agosto 1990,
          n. 223, si vedano note all'art. 10.
              -  L'art.  4  del decreto-legge 19 ottobre 1992, n. 408
          (nella  Gazzetta  Ufficiale  -  serie generale - n. 246 del
          19 ottobre  1992),  convertito,  con  modificazioni,  dalla
          legge  17 dicembre  1992, n. 483 (pubblicata nella Gazzetta
          Ufficiale   n.  297),  recante:  «Disposizioni  urgenti  in
          materia   di   pubblicita'   radiotelevisiva»,  cosi'  come
          modificato dalla legge qui pubblicata recita:
              «Art.  4. - 1. Il termine di cui all'ultimo periodo del
          comma  2 dell'art. 33 della legge 6 agosto 1990, n. 223, e'
          prorogato fino al 1° ottobre 1994.
              1-bis. (Abrogato).».
              - L'art. 3 della legge 25 giugno 1993, n. 206, recita:
              «Art.   3   (Direttore   generale). - 1.  Il  direttore
          generale   della   societa'   concessionaria  del  servizio
          pubblico  radiotelevisivo  e'  nominato  dal  consiglio  di
          amministrazione,  d'intesa  con  l'assemblea dei soci della
          societa';  il suo mandato ha la stessa durata di quello del
          consiglio.
              2.  Il  direttore  generale  risponde  al  consiglio di
          amministrazione  della  gestione aziendale per i profili di
          propria  competenza  e sovrintende alla organizzazione e al
          funzionamento  dell'azienda  nel  quadro  dei piani e delle
          direttive  definiti dal consiglio; partecipa, senza diritto
          di voto, alle riunioni del consiglio.
              3.  Il  direttore  generale assicura, in collaborazione
          con  i  direttori  di  rete e di testata, la coerenza della
          programmazione radiotelevisiva con le linee editoriali e le
          direttive formulate dal consiglio.
              4.  Il  direttore  generale  ha,  inoltre,  le seguenti
          attribuzioni:
                a) propone  al  consiglio  le nomine dei dirigenti di
          cui all'art. 2, comma 7, lettera b);
                b) assume,   nomina,   promuove   e   stabilisce   la
          collocazione  degli  altri  dirigenti, nonche', su proposta
          dei  direttori  di  testata e nel rispetto del contratto di
          lavoro  giornalistico, degli altri giornalisti e ne informa
          puntualmente il consiglio;
                c) provvede alla gestione del personale dell'azienda;
                d) propone  all'approvazione del consiglio gli atti e
          i  contratti  aziendali di cui all'art. 2, comma 7, lettera
          b);  firma  gli  altri atti e contratti aziendali attinenti
          alla gestione della societa';
                e) provvede  all'attuazione dei piani di cui all'art.
          2,   comma  6,  e  dei  progetti  specifici  approvati  dal
          consiglio  in  materia  di  linea editoriale, investimenti,
          organizzazione  aziendale, politica finanziaria e politiche
          del personale.
              5.  Il  direttore  generale  trasmette  al consiglio le
          informazioni  utili  per  verificare il conseguimento degli
          obiettivi aziendali e l'attuazione degli indirizzi definiti
          dagli organi competenti ai sensi della presente legge.».
              - L'art. 5 della legge 25 giugno 1993, n. 206, recita:
              «Art.  5 (Abrogazioni - Entrata in vigore). - 1. L'art.
          9 della legge 14 aprile 1975. n. 103, gli articoli 5, 6 e 8
          del  decreto-legge 6 dicembre 1984. n. 807, convertito, con
          modificazioni,  dalla legge 4 febbraio 1985. n. 10, nonche'
          l'art. 25 della legge 6 agosto 1990, n. 223 sono abrogati.
              2.   La  presente  legge  entra  in  vigore  il  giorno
          successivo  a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
          Ufficiale della Repubblica italiana.».
              -  Per  l'art. 2 della legge 31 luglio 1997, n. 249, si
          vedano note all'art. 14.
              -  Per  l'art. 3 della legge 31 luglio 1997, n. 249, si
          vedano note all'art. 7.
              -  L'art.  2 del decreto-legge 18 novembre 1999, n. 433
          recante:  «Disposizioni  urgenti  in  materia  di esercizio
          dell'attivita' radiotelevisiva locale e di termini relativi
          al   rilascio  delle  concessioni  per  la  radiodiffusione
          televisiva   privata   su  frequenze  terrestri  in  ambito
          locale»,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale n. 273 del
          20 novembre  1999,  convertito,  con  modificazioni,  dalla
          legge  14 gennaio  2000,  n.  5  (pubblicata nella Gazzetta
          Ufficiale n. 14 del 19 gennaio 2000), come modificato dalla
          legge qui pubblicata, e' il seguente:
              «Art.  2 (Altre disposizioni). - 1. I bacini televisivi
          in  ambito  locale, di cui all'art. 2, comma 6, lettera e),
          della  legge  31 luglio  1997,  n.  249,  sono  distinti in
          regionali, se aventi estensione territoriale coincidente di
          norma  con  le  regioni  e le province autonome di Trento e
          Bolzano,  e  in provinciali, se coincidenti di norma con il
          territorio  delle  province.  L'Autorita'  per  le garanzie
          nelle  comunicazioni, entro il 29 febbraio 2000, determina,
          ai  fini  dell'adozione del disciplinare previsto dall'art.
          1,  comma 6, lettera c), n. 6), della legge 31 luglio 1997,
          n.  249,  il  numero delle emittenti che possono operare in
          ciascun  bacino  regionale e in ciascun bacino provinciale.
          Laddove   l'orografia   del   territorio  non  consente  di
          attribuire  alle  province risorse in termini di frequenze,
          l'Autorita'   adotta   gli   opportuni   provvedimenti  per
          assicurare risorse anche ai bacini provinciali.
              2. Alle emittenti televisive a carattere comunitario di
          cui  all'art.  6,  comma 4, del regolamento per il rilascio
          delle concessioni per la radiodiffusione televisiva privata
          su  frequenze  terrestri,  approvato  dall'Autorita' per le
          garanzie  nelle  comunicazioni  con  delibera  n. 78/98 del
          1° dicembre  1998,  pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale n.
          288  del  10 dicembre 1998, e' riservato il dieci per cento
          del  totale delle concessioni assegnabili in ciascun bacino
          provinciale.  Qualora  entro il 31 gennaio 2001 non vi sono
          soggetti   aventi   titolo   alla   predetta   riserva,  le
          concessioni sono assentite a coloro che risultano utilmente
          collocati nella graduatoria provinciale relativa alle altre
          tipologie previste dal predetto regolamento.
              3.   Ai  fini  della  presentazione  delle  domande  di
          concessione,  il  Ministero  delle  comunicazioni adotta il
          disciplinare  di cui al comma 2 entro il 31 marzo 2000. Per
          ciascun   bacino   regionale  e  provinciale  sono  redatte
          distinte  graduatorie;  una separata graduatoria e' formata
          per le domande di concessione a carattere comunitario.
              4. (Abrogato).
              5.  Il  richiedente la concessione televisiva in ambito
          locale   e'   tenuto,   contestualmente  alla  domanda,  al
          pagamento  di un contributo per spese di istruttoria pari a
          lire  dieci  milioni  per  bacino  regionale, a lire cinque
          milioni  per  bacino  provinciale  ed a lire un milione per
          concessione  a  carattere  comunitario.  Nel caso in cui il
          medesimo  soggetto  presenta piu' domande di concessione in
          ambiti  locali, il predetto contributo e' ridotto, per ogni
          domanda successiva alla prima, del cinquanta per cento.
              6.   Ai  fini  della  redazione  della  graduatoria  il
          punteggio  conseguito dai soggetti risultanti da operazioni
          di  fusione  o  incorporazione  di  soggetti legittimamente
          operanti ai sensi del decreto-legge 30 gennaio 1999, n. 15,
          convertito,  con  modificazioni, dalla legge 29 marzo 1999,
          n.  78,  e'  aumentato  del cinque per cento: la condizione
          deve   sussistere  al  momento  della  presentazione  della
          domanda di concessione.
              7.  Le  concessioni  di  cui al presente articolo hanno
          validita'  sino alla scadenza del termine delle concessioni
          per la radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri in
          ambito nazionale.».